Bimbo morto a La Thuile, Pm ricorre in appello contro l’assoluzione degli altri due maestri di sci

Si tratta di Pieryck Boche di 31 anni e Fabrizio Grange di 25, che vigilavano sui baby sciatori che partecipavano alla gara di beneficenza "Diamo una manche Telefono azzurro".
Tribunale di Aosta
Cronaca

La responsabilità per la morte di Lorenzo Bacci,  il bimbo milanese di 7 anni che il 28 marzo 2015 precipitò in un dirupo a La Thuile, non può essere ricondotta solo alla maestra di sci  Chantal Ferraris, di 25 anni, che è stata condannata a un anno di reclusione (pena sospesa) e al pagamento ai familiari della vittima di una provvisionale di 807.320 euro. Ne è convinto il Pm Luca Ceccanti che ha fatto ricorso in Appello contro l’assoluzione dei due maestri di sci assolti "per non aver commesso il fatto" dall’accusa di omicidio colposo. Si tratta di Pieryck Boche di 31 anni e Fabrizio Grange di 25, che vigilavano sui baby sciatori che partecipavano alla gara di beneficenza "Diamo una manche Telefono azzurro".

Secondo il gup di Aosta Maurizio D’Abrusco, trovandosi a monte della pista, per loro "non era esigibile alcuna forma di condotta idonea ad impedire l’allontanamento di Lorenzo dalla zona di arrivo". Area presidiata invece dalla collega

Per la maestra di sci "la violazione dell’obbligo di vigilanza – scrive il gup – è macroscopica e l’evento non è conseguenza solo di un estemporaneo momento di disattenzione". Per i due colleghi invece c’era "la materiale impossibilità" di "esercitare qualsivoglia forma di controllo sui bambini giunti a valle della pista al termine della gara". Secondo il pm invece i tre non hanno garantito la "sicurezza" di Bacci e non si sono "organizzati in relazione al numero di partecipanti alla gara, in modo da evitare possibilità di allontanamento dei bambini dal luogo della discesa, limitandosi a rimanere alle posizioni di partenza e di arrivo". 
 

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