Il Tribunale di Aosta respinge ha respinto le richieste di risarcimento delle società di Lefebvre alla Gestione straordinaria del Casinò e alla casa da gioco. Un contenzioso lungo e complesso che va avanti da anni e che ha avuto inizio nel 1994 nel momento in cui la Sitav usciva e subentrava per l’appunto la gestione straordinaria. Al centro il contratto di affitto miliardario e i contenziosi legati alle rate e all’uso illegittimo del logo e del software della casa da gioco. Rate da circa un miliardo al mese,con penali di 100milioni di lire al giorno per ogni giorno di ritardo di pagamento del canone di affitto. La vicenda è in prima pagina oggi sulle pagine de “La Stampa” edizione locale.
La Cassazione non ha accolto l’ultimo ricorso e il giudizio d’appello della Corte di Torino è diventato definitivo. Questa causa trascina con sé ora le cause davanti ai giudici valdostani. Le società di Lefebvre chiedevano oltre mezzo miliardo di euro, i giudici hanno deciso, dando loro ragione, che a Sitmar (ex Sitav) e Elle Claims spettava però poco più di 3 milioni e 600 mila. Ora però, per i sei ricorsi in uno, il presidente del Tribunale di Aosta Massimo Scuffi, ha dato ragione alla Gestione straordinaria e al Casinò, condannando Sitmar e Elle Claims a «rifondere le spese dei giudizi riuniti»: a Gestione straordinaria 823 mila e 800 euro, al Casinò 709 mila e 180 euro.
L’avvocato Rappazzo di Sitmar e Elle Claims commenta sulle pagine de La Stampa: «Brutta batosta per noi. Leggerò la sentenza, ma la condanna al pagamento delle spese dei giudizi è ingiustificata. Una condanna al di sopra delle righe, diciamo una sentenza aostana. Casinò e Gestione straordinaria sono inaffondabile con il potere che rappresentano, ma noi andiamo avanti». Rappazzo ha già annuncia appello.
