È durata circa un’ora e mezza l’adunanza dei creditori della Casinò de la Vallée, svoltasi stamane in Tribunale nell’ambito della procedura di concordato avviata dalla società. Tra chi aveva già manifestato il suo “sì” al piano e i voti espressi nell’appuntamento di oggi, martedì 9 luglio, i favorevoli alla proposta di ristrutturazione del debito hanno raggiunto quota 15.6%.
Il dato è stato fornito, al termine dei lavori, dal commissario giudiziale, il commercialista torinese Ivano Pagliero. Come immaginato, l’appuntamento di oggi non si è quindi rivelato risolutivo per le sorti del concordato. “Ci sono venti giorni da oggi – ha spiegato il commissario – per manifestare la propria adesione al piano”. Non risultano, tra quelli giunti al momento, voti contrari.
È ancora atteso, come previsto, il pronunciamento delle banche (la BCCV era comunque presente con il suo team legale). Una voce non da poco, giacché il raggiungimento della maggioranza viene calcolato sulla massa creditizia e non sul numero dei creditori e gli istituti di credito vantano somme tra le maggiori. Al riguardo, lasciando l’aula dell’adunanza, l’amministratore unico Filippo Rolando, artefice del piano proposto, ha affermato: “Conto che mi votino. Sono un ottimista naturale”.
Nell’appuntamento odierno si è tuttavia palesato un possibile prossimo ostacolo sul cammino della procedura concordataria. L’avvocato torinese Dino Selis ha chiesto l’ammissione del gruppo Lefvebre, tra i creditori della società. Con un’ordinanza, adottata dopo una breve camera di consiglio, il giudice delegato Marco Tornatore ha respinto l’istanza.
“Ci riserviamo di fare opposizione in sede di omologa” del concordato, è stato il giudizio del legale. Un passo che “può fare saltare il banco”, perché bloccherebbe il cammino della procedura. Il gruppo romano è opposto alla Casinò nella “causa madre” che si protrae da circa 25 anni, ma non è ancora stata definita. “Quanto lo dirà la Corte d’Appello di Torino, – ha chiosato Selis – ma noi riteniamo di avere un credito”.
Sempre nell’adunanza in Tribunale si è alzata la voce dei legali della “De Vere Concept”, per reclamare che il credito di cui è titolare la società (occupatasi della gestione della “Sala Evolution” e dell’organizzazione di alcuni tornei di poker sportivo) fosse maggiore di quanto è inserito nel piano (1,2 milioni contro 200mila euro). Al riguardo, gli organi della procedura hanno ribadito, anche in questo caso con un’ordinanza, la somma iscritta nei documenti.
Insomma, per capire che ne sarà del concordato occorre aspettare anzitutto che il conto alla rovescia dei venti giorni scattato oggi raggiunga lo zero. A quel punto sarà possibile capire se l’ottimismo di Rolando sarà sufficiente a fare avanzare la procedura, o se la palla dovrà passare nuovamente nel campo di avvocati e affini. Aspettare e vedere. O, come preferirebbe l’Au, wait and see.