Condannato a tre anni di reclusione l’agente di polizia accusato di minacce e sequestro

L'agente Frisina è stato sospeso dal servizio e interdetto per cinque anni dai pubblici uffici. Il legale dell'imputato, Diego Perugini, del foro di Roma, ha già annunciato ricorso in appello. Per l'accusa il movente di tutto è la gelosia.
Il tribunale di Aosta
Cronaca
‘'La difesa dell'imputato è chiara, i fatti a lui contestati non sono mai avvenuti, ma le cose non stanno così'', commenta il pm Luca Ceccanti nella sua arringa finale, per il processo a  carico di Giovanni Frisina, di 30 anni, di Reggio Calabria,  il poliziotto accusato di aver minacciato e sequestrato un finanziere e una amica dello stesso.
Dopo un'ora di camera di consiglio, mercoledì 26 maggio, il giudice di Aosta, Marco Tornatore, ha condannato a tre anni di reclusione e al pagamento di 4 mila euro alla parte offesa,  l'agente ora sospeso dal servizio. Il legale dell'imputato, Diego Perugini, del foro di Roma, ha già annunciato ricorso in appello.
I fatti risalgono all'agosto dello scorso anno. Secondo l'accusa, Frisina, in due occasioni distinte, avrebbe sequestrato, il 23 agosto, Valeria Murgia (costituitasi parte civile nel processo) e il 26 agosto il finanziere Marco Marcelli.
Durante il processo, i testi del pm Luca Ceccanti hanno sottolineato il rapporto morboso che aveva Frisina con la sua fidanzata Corinne Quitadamo, e della sua gelosia nei suoi confronti.
‘'Il movente di tutto questo – continua l'accusa – è quello della gelosia. Per Frisina era intollerabile l'idea che la sua fidanzata lo potesse tradire''. Secondo quanto riferito dai testi,  l'imputato picchiava e maltrattava la giovane fidanzata. Anche la madre della ragazza ha sostenuto questa versione. Ma Corinne ha sempre negato e difeso il suo Giovanni.
''Corinne aveva paura di Giovanni – racconta in aula Valeria Murgia – il 23 agosto del 2009 mi aveva mandato un messaggio in cui mi chiedeva di vederla e sono andata da lei. In casa sua a La Salle, c'era Frisina, che ha chiuso a chiave la porta di casa e mi ha fatto sedere. Corinne era terrorizzata, lui a quel punto ha iniziato a picchiarmi, a prendermi a schiaffi in faccia. Poi ha preso un coltello e mi minacciava. Ha massacrato di botte anche Corinne. Dopo tre ore, si è calmato e mi ha lasciato andare via. Mi ha detto che se lo denunciavo mi avrebbe fatto del male, e ha minacciato di uccidere anche i miei familiari. Io avevo tanta paura per Corinne, per questo la sera sono tornata a casa loro. Non ho sporto denuncia, ma mi sono confidata con la mia titolare e il mio coinquilino''.
 
Il finanziere, invece, ha spiegato al giudice di essere stato minacciato da Giovanni Frisina con la pistola, e di aver raccontato l'accaduto ad alcuni colleghi e l'indomani al giudice. I fatti sarebbero accaduti il 26 agosto dello scorso anno nell'appartamento di Corinne a La Salle.
‘'Respingo tutte le accuse – ha detto Frisina durante il suo interrogatorio – non ho mai sequestrato nessuno. Ho avuto dei trascorsi sentimentali con Valeria, e lei mi doveva dei soldi. Corinne non sapeva nulla della mia relazione con la Murgia, del resto sono un maschio e faccio quello che voglio. Corinne era comunque libera di uscire e vedere chi voleva''. Per la difesa, non ci sono le prove dei fatti, e insiste sul fatto che Frisina non aveva alcun motivo di sequestrare e minacciare i due ragazzi.
 
Le indagini erano partite a settembre dello scorso anno, quando la madre di Corinne era andata a sporgere denuncia in quanto preoccupata perché non aveva più notizie della figlia. Ad ottobre il poliziotto, che era stato in forza alla polizia di frontiera del Monte Bianco prima di essere trasferito a Milano, era poi stato arrestato dalla pg della Procura di Aosta. Ora, Frisina è stato condannato anche all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

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