Crack di Eurovie Costruzioni: nove le condanne e quattro le assoluzioni.

Il maxi processo è durato cinque anni. A Jean Carbonelli, di Aosta, condanna a 6 anni; Maggiorino Beltrami 4 anni; Dario Consol 3 anni. Tutti e tre dovranno risarcire un milione di euro al fallimento di Eurovie. Pene minori per gli altri. Quattro assolti.
Tribunale di Aosta
Cronaca
Dopo cinque anni si è concluso ieri, mercoledì 20 gennaio, il maxi processo per il crack di Eurovie Costruzioni. Nove le condanne e quattro le assoluzioni. A settembre, nella sua arringa finale, il pm Luca Ceccanti aveva chiesto condanne per tutti e 13 gli imputati.
La pena più severa è stata inflitta, dal collegio del tribunale di Aosta, a Jean Carbonelli, di 50 anni di Aosta, condannato a 6 anni; Maggiorino Beltrami,(73), 4 anni; Dario Consol, (43 ) di Donnas, 3 anni. Tutti e tre dovranno risarcire un milione di euro al fallimento di Eurovie. Tre anni anche per Giorgio Fagiano, (47) di Chiaverano; Patrizio Parisio, (45) di Donnas, 4 anni; Walter Pramotton, (53) di Donnas, 4 anni; Angelo Cipullo, (69) di Caserta, 2 anni; Emanuele Tasca, (47) di Povegliano (Treviso) 1 anno e 1 anno anche per Luciano Cagnassone (72) di Torino.
Assolti, invece, ''perche' il fatto non sussiste'' l'ex presidente del consiglio di amministrazione di EliAlpi, Raffaella Cataneo, di 53 anni, Paolo Anselmo, di Aosta, il commercialista di Torino Mario Boidi, (80) e Rudi Santin, (51) di Montalto Dora.
Per l'accusa, il dissesto di Eurovie ammoterebbe a 19 miliardi di vecchie lire. ''Eurovie dal 1993 al 1995 era in amministrazione controllata – ha spiegato il pm al collegio giudicante presieduto da Anna Bonfilio – e sono proprio questi gli anni del dissesto. Gli amministratori di fatto hanno firmato i bilanci che sapevano essere falsi. Durante gli anni di amministrazione controllata sono stati messi in atto artifici in modo da evitare che il giudice fallimentare venisse a conoscenza della reale situazione contabile della società. La procedura di amministrazione controllata sarebbe iniziata e proseguita per due anni proprio in virtù di questi bilanci falsi''.
Avviata nel 2004, dai militari delle fiamme gialle, l'inchiesta si è sviluppata su tre filoni: la distrazione di capitali dai bilanci, la concessione di finanziamenti per almeno 10 milioni euro alla stessa societa' da parte di Finaosta (la finanziaria della Regione Valle d'Aosta), e la vendita all'asta di Eurovie. Secondo l'accusa, il dissesto di Eurovie ammonterebbe a 19 miliardi di vecchie lire.
Per la stessa vicenda aveva patteggiato durante l'udienza preliminare Giuliano Follioley, 78 anni, di Pavone Canavese (un anno e due mesi in continuazione con una precedente condanna, per un totale di due anni e otto mesi), per bancarotta. Aveva chiuso il suo debito con la giustizia, patteggiando un anno e sei mesi per false fatture e turbativa d'asta, anche Giovanni Montalbetti, di 49 anni, di Hone.
Soddisfazione è stata espressa, alla lettura della sentenza, dagli avvocati dei quattro assolti.

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