Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 20 Marzo 2019 12:07

Dieci passeggeri irregolari: arrestato “passeur” iracheno

Aosta - Sulla Chrysler Voyager con cui ha tentato di imboccare il tunnel del Monte Bianco, due persone erano stipate nel bagagliaio e le altre nell’abitacolo. L’uomo aveva richiesto protezione internazionale, recentemente negatagli.

Auto passeur iranianoL'auto sequestrata dalla Polizia.

Dieci passeggeri, su un’auto che poteva ospitarne al massimo sette. Due erano pigiati nel bagagliaio, in condizioni che potevano essere pericolose anche per loro, gli altri stipati nell’abitacolo. In queste condizioni, un iracheno, S.R., alla guida di una Chrysler Voyager, ha cercato ieri, domenica 23 dicembre di imboccare il tunnel del Monte Bianco, ma la Polizia di frontiera l’ha fermato. Vista l’accertata condizione di irregolarità dei trasportati, che hanno dichiarato di essere sia connazionali del conducente, sia iraniani, è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’uomo è stato condotto al Tribunale di Aosta nella mattinata di oggi, lunedì 24, per l’udienza di convalida del fermo, dinanzi al Gip Giuseppe Colazingari. Gli viene contestata anche l’aggravante del trattamento disumano e degradante. Nella perquisizione dei bagagli e degli effetti personali sono stati rinvenuti tre telefoni cellulari ed una somma di denaro, posti sotto sequestro, così come la vettura usata per il trasporto. L’arrestato risulta aver richiesto protezione internazionale in Italia nel 2016, che gli è stata recentemente negata.

Gli agenti hanno poi verificato che, nell’istanza per il riconoscimento dello status di rifugiato, non aveva dichiarato il possesso del passaporto ordinario iracheno in corso di validità, che ha invece esibito durante i controlli sulla piattaforma del traforo. Nei confronti del fermato è quindi scattata anche la denuncia per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. I passeggeri del mezzo sono stati sottoposti a fotosegnalazione negli uffici della Polizia di frontiera e due di loro, minorenni, sono stati affidati ad una comunità di accoglienza.

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