Effettuata l’autopsia sul corpo del pizzaiolo di Fenis ucciso, indagini anche del Ris di Parma

Oltre all'autopsia, gli investigatori hanno duplicato il disco rigido del pc della vittima, per analizzare i suoi contatti via e-mail e attraverso i social network come Facebook. Il padre: "E' un delitto inspiegabile".
Armando Tealdi
Cronaca

Rimane ancora un mistero la morte del pizzaiolo di Fènis, Armando Tealdi, di 40 anni. I carabinieri, coordinati dal pm Daniela Isaia, aspettano gli esiti dell’autopsia, eseguita oggi, dal professor Roberto Testi e quelli dei reperti  trovati sulla scena del crimine, mandati ai Ris di Parma.
Oltre all'autopsia, gli investigatori hanno duplicato il disco rigido del pc della vittima, per analizzare i suoi contatti via e-mail e attraverso i social network come Facebook. "Sulla scena del delitto è stato sequestrato molto materiale – ha spiegato il procuratore – del quale è in corso l'esame tecnico. Ci attendiamo i primi risultati per il 4-5 gennaio. Alcuni esami saranno condotti dai Ris di Parma".

"E' necessario capire la successione cronologica delle ferite sul corpo della vittima – ha aggiunto il magistrato – e attendiamo la relazione finale dell'autopsia (30 giorni). Il procedimento per ora è a carico di ignoti".
Gli  investigatori stanno ancora cercando l’auto della vittima, una Skoda Fabia, targata Dl 499XM, con la quale probabilmente l’assassino o gli assassini sono scappati.
Gli investigatori hanno acquisito i tabulati dell'utenza telefonica per accertare con chi la vittima ha parlato la notte del delitto e se il telefono è stato usato successivamente. Il cellulare, inoltre, è sparito.  Questa mattina, in procura, è stato sentito il papà della vittima, Romano Tealdi.
"E' un delitto inspiegabile, mio figlio era un bravo ragazzo, timido, riservato. Mai una lite, mai un contrasto. Ho il cuore a pezzi. Ci vedevamo poco, ma ci sentivamo spesso. Era sereno e ci eravamo visti nei giorni scorsi per il Natale. Non conosceva brutta gente: oltre al lavoro, amava stare a casa a guardare la televisione o ad ascoltare la musica". Proprio la musica era la grande passione della vittima: "Aveva studiato al Conservatorio e gli avevo regalato un pianoforte – continua il padre – che a breve avrebbe dovuto portare in Valle d'Aosta".
Per il momento sono aperte tutte le ipotesi.

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