Esalazioni di monossido di carbonio, evacuato nella notte il rifugio d’Argentière

Dalla struttura, a quota 2.711 metri, sul versante francese del Monte Bianco, sono state portate a valle 31 persone. Per 7 si è reso necessario l’intervento sanitario, all’ospedale di Sallanches. L’allarme scattato poco prima di mezzanotte.
L'evacuazione notturna del rifugio.
Cronaca

Operazione complessa, nella notte tra ieri ed oggi, venerdì 11 marzo, sul versante francese del Monte Bianco, per l’evacuazione del rifugio d’Argentière. Poco prima di mezzanotte, al Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix arriva l’allarme per un malore. Una volta sul posto, però, i soccorritori e il medico rilevano una elevata concentrazione di monossido di carbonio nella struttura. Scatta così il protocollo per riportare a valle le 31 persone ospitate, intossicate dal gas.

Un posto medico avanzato, affidato ai pompieri dello SDIS 74, coordinati dai medici degli “Hôpitaux du Mont Blanc”, viene allestito alla base degli elicotteri Dragon 74 e Choucas 74 (della Protezione civile e della Gendarmeria) a Chamonix. Mano a mano che i velivoli sbarcano gli alpinisti evacuati, ognuno viene sottoposto ad esami per verificare il livello d’intossicazione e le condizioni generali.

Complessivamente, per 7 persone c’è stato bisogno del trasporto in elicottero al centro ospedaliero di Sallanches per le cure sanitarie, 17 sono state seguite sul posto dai pompieri e 6 alloggiate dalla municipalità di Chamonix. Soltanto il guardiano è rimasto ai 2.711 metri del rifugio. Le operazioni si sono concluse attorno alle 4 del mattino.

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