Francese ucciso da un masso sulla Statale 26, tutti assolti i 5 imputati

Per quei fatti, erano stati accusati di omicidio colposo i funzionari dell'Anas Ludovico Carrano e Mauro Noce, il coordinatore regionale Raffaele Rocco, il sindaco di Coumayeur Fabrizia Derriard e l'ex primo cittadino Romano Blua.
Cronaca

A oltre cinque anni dai fatti, con l'assoluzione dei cinque imputati da parte del Gup Davide Paladino ("per non aver commesso il fatto"),  è giunto oggi a conclusione il processo per la morte di Jean-Pierre Pisier, l'automobilista francese deceduto il 2 gennaio 2011, quando la sua auto venne colpita sul tettuccio, poco prima di entrare nella galleria di La Saxe (Courmayeur), da un masso staccatosi dal monte sovrastante. Assieme all'uomo viaggiava la compagna, rimasta solo lievemente ferita.

Per quei fatti, erano stati accusati di omicidio colposo i funzionari dell'Anas Ludovico Carrano e Mauro Noce, il coordinatore regionale Raffaele Rocco, il sindaco di Coumayeur Fabrizia Derriard e l'ex primo cittadino Romano Blua. Tutti hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Nelle prime fasi processuali, difese e Procura avevano depositato consulenze tecniche sull'accaduto, ma l'allora giudice per l'udienza preliminare Maurizio D'Abrusco, nel gennaio 2015, ha disposto una perizia per la verifica di eventuali responsabilità, con particolare riferimento alla predicibilità e all'evitabilità del distacco del masso. L'analisi, affidata a due professionisti, è stata discussa nella penultima udienza del processo, lo scorso 4 novembre, che non ha visto parti civili, poiché i danni sono già stati risarciti.

Stamane, spazio alla discussione, con le richieste del pubblico ministero Luca Ceccanti, in una requisitoria durata quasi quarantacinque minuti, di condannare a 4 mesi Derriard, Blua e Rocco, nonché a 2 mesi e 20 giorni per Carrano e Noce, e le arringhe dei difensori degli imputati. Poi, la (breve) camera di Consiglio del Gup e la sentenza, attorno alle 13.

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