Gli agenti della Questura salgono in cattedra

Bullismo, abuso di alcool e sostanze stupefacenti, educazione stradale. Ecco alcune delle tematiche affrontate dalla questura di fronte agli studenti della scuola secondaria di primo grado dell'istituzione scolastica Eugenia Martinet.
Questura di Aosta
Cronaca
E' stata una lezione molto particolare quella a cui hanno assistito, ieri pomeriggio, mercoledì 20 gennaio, gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell'istituzione scolastica Eugenia Martinet, di Aosta. Per parlare di legalità, infatti, sono saliti in cattedra gli operatori di polizia della Questura di Aosta.
L'iniziativa si colloca nell'ambito delle attività di educazione alla legalità, inserite nel piano dell'offerta formativa della scuola.
''Gli incontri con gli agenti di polizia – spiega il dirigente scolastico, Franca Fabrizio – sono stati rivolti a tutte le classi, l'obiettivo era quello di fornire agli studenti corrette informazioni sui rischi collegati all'uso delle nuove tecnologie e sulla responsabilità penali relative a un non corretto uso dei mezzi. Oltre a spiegare ai ragazzi, che con comportamenti possono essere puniti''.
Le tematiche affrontate sono state quelle del bullismo, dell'uso di alcool e sostanze stupefacenti e dell'educazione stradale. Gli agenti della polizia postale, invece, hanno posto l'attenzione a internet e all'utilizzo dei cellulari di ultima generazione. Vivace il dibattito, al quale i ragazzi sono intervenuti con domande e curiosità, dimostrando di utilizzare la rete quotidianamente, ma senza essere consapevoli dei reali pericoli in cui possono imbattersi. Gli agenti della postale hanno saputo comunicare agli studenti con il loro linguaggio e soprattutto sono riusciti a trasmettere loro messaggi importanti, come quello che spesso in rete si possono commettere violazioni della pricavy, condividendo foto o altri file all’insaputa degli interessati.
''Arricchire l'esperienza scolastica con attività che si intrecciano con gli interventi concreti di apparati come quello della polizia – conclude Franca Fabrizio – e' un'educazione formativa che riteniamo fondamentale''.
Per il dirigente della Digos di Aosta, Francesco Menchiari ''questi incontri sono un modo diverso del lavoro del poliziotto, ma è comunque fare prevenzione e formare alla legalità''. Agli incontri con gli studenti hanno preso parte anche gli agenti della scientifica della questura valdostana. ''Molto di quello che si vede in televisione ha basi scientifiche – spiegano i poliziotti – ma sicuramente non è tutto vero e così semplice come vi fanno vedere. Alla base del nostro lavoro, vi è la raccolta delle impronte digitali, per identificare eventuali responsabili di reati''.
I poliziotti hanno poi concretamente fatto vedere ai ragazzi come si prendono le impronte digitali sulla scena del crimine. Domani, venerdì 21 gennaio, le ultime classi, che non hanno ancora partecipato agli incontri, potranno assistere alle lezione sulla legalità. Poi, a febbraio sarà la volta di lezioni mirate al patentino per il motorino.

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