Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 17 Ottobre 2020 14:02

Hanno trovato tutti casa gli asini e pony sequestrati per maltrattamenti

Etroubles - L'impegno dell'associazione “Horse Angels”, che ha lanciato l'appello per la ricerca di affidatari, e la risposta entusiastica di tanti appassionati hanno risolto, in poco più di otto giorni, una situazione non priva di complessità.

Animali sequestratiGli animali sotto sequestro.

Grazie all’impegno di un’associazione e alla risposta entusiastica di tanti appassionati hanno tutti trovato una casa i 91 asini e pony sequestrati dal Corpo forestale della Valle d’Aosta la settimana scorsa, nell’ambito dell’inchiesta della Procura in cui è indagato, per maltrattamenti ed abbandono di animali e per smaltimento illecito di carcasse, un allevatore lombardo, Ettore Capelloni, 51 anni di Gottolengo (Brescia), cui sono ricondotte le società agricole proprietarie degli equini. A quelli inizialmente oggetto del provvedimento si sono aggiunti altri 30 capi, rinvenuti nel frattempo in zona, portando così a 121 i quadrupedi sotto sequestro.

Gli animali – il cui conduttore è locatario di alcuni alpeggi dall’amministrazione comunale di Etroubles – avevano raggiunto i pascoli a metà settembre. La mancata sorveglianza riscontrata dagli inquirenti, coordinati dal pm Luca Ceccanti, ha fatto sì che abbandonassero le aree ove erano supposti pascolare, venendo segnalati senza controllo in più zone del circondario. Scattato il sequestro da parte dei forestali, coadiuvati dalla Polizia locale e dai veterinari dell’Usl, erano stati raggruppati nella zona del paese adibita alla battaglia delle mucche ed affidati inizialmente al Sindaco Marco Calchera, designato custode giudiziale.

Il loro numero elevato, unito all’inverno alle porte, alla necessità di strutture specifiche di cui il Comune era sprovvisto e alle condizioni non ideali di alcuni capi (visitati e trovati, tra l’altro, denutriti e con zoppie importanti), non poteva che dare a quella soluzione carattere temporaneo. Lanciato l’appello, la ricerca di persone disposte ad accogliere ed accudire gli animali finché resteranno sottoposti a sequestro è partita grazie all’associazione di settore “Horse Angels” (dal referente per la Valle d’Aosta residente in zona, a Doues), cui la Procura, su disposizione del pm Francesco Pizzato, ha trasferito la custodia dei primi 91 animali ed affidato direttamente quelli rinvenuti in seguito.

La gara di solidarietà ha viaggiato soprattutto sul web, ove il sodalizio ha raccontato “La carica dei 121” cavalli e pony in cerca di sistemazione (il sequestro, nel frattempo, è stato convalidato dal Gip del Tribunale) e gli affidatari non hanno tardato a manifestarsi, iniziando a presentarsi ieri, venerdì 16 ottobre, ad Etroubles per lo spostamento dei capi. La situazione ha così trovato soluzione in poco più di otto giorni. Da segnalare che, se buona parte degli animali resterà in Valle (alcuni sono stati accolti anche dall’Institut Agricole Régional), diversi degli appassionati che si sono fatti avanti sono di altre regioni, a testimonianza di una volontà senza confini di collaborare al benessere dei quadrupedi.

“Tengo a ringraziare tutti coloro che, volontariamente, hanno contribuito alla positiva soluzione dell’insolita questione, sin dal momento in cui è scattato il sequestro e si è reso necessario accompagnare gli animali dagli oltre 1.800 metri delle zone di ritrovamento all’area adibita alla battaglia delle mucche, in positiva collaborazione con il Corpo forestale. – sottolinea il sindaco Calchera – Sono molto lieto del rapido esito della questione, dopo aver segnalato come, per il Comune, non fosse possibile pensare di affrontare un lungo periodo di custodia. Ritengo altresì che la vicenda ponga aspetti dai quali possano aprirsi riflessioni utili a gestire situazioni del genere, qualora dovessero ripetersi in futuro”.

L’abbandono dei pascoli da parte degli animali era già stato riscontrato nell’altra inchiesta in cui Capelloni è coinvolto, riguardante la percezione indebita di contributi dall’Unione Europea (rendendo non veritiere dichiarazioni di pascolo – è la tesi accusatoria – relative alle superfici locate in Valle). Anch’essa coordinata dal pm Ceccanti, tale indagine vede la contestazione all’allevatore dei reati di truffa aggravata e induzione al falso e risulta prossima alla chiusura. Un capitolo che l’indagato dovrà affrontare assieme a quello, di recente apertura, sui maltrattamenti e l’abbandono dei suoi animali.

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