Cronaca

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 16:29

Il 24 marzo il decennale della tragedia del Traforo del Monte Bianco

Courmayeur - Diverse celebrazioni e iniziative ricordaranno le vittime della tragedia del traforo del Monte Bianco del 1999. Il 24 marzo la celebrazione ufficiale, domenica 29 marzo centinaia di motociclisti ricorderanno “Spadino”.

Il traforo del Monte Bianco
E’ ancora scolpito negli occhi e delle menti di tutti l’incendio che il 24 marzo del 1999 causò la morte di 39 persone sotto il traforo del Monte Bianco. L’immagine è quella della bocca del tunnel fumante, con il via vai continuo di pompieri, volontari, agenti con i volti neri che hanno fatto di tutto per salvare quante persone possibili. La tragedia ebbe inizio alle 10.46 quando un Tir che trasportava margarina si incendiò all’interno del traforo, in breve tempo le fiamme si estesero anche ad altri veicoli e per molti degli occupanti non ci fu scampo. La storia di questi anni la conosciamo:
la procura di Bonneville avviò un'inchiesta sulle responsabilità nell'accaduto, che portò a 13 condanne per omicidio involontario semplice. La vicenda penale si è conclusa ma rimane ancora pendente una causa civile davanti al Tribunale di Aosta per definire le percentuali di responsabilità tra i soggetti coinvolti, causa che – secondo quanto si è appreso – si concluderà con un accordo tra le parti.

Sono passati dieci anni da quel 24 marzo 1999 e oggi, martedì 24 marzo, una celebrazione ufficiale ricorda le vittime e coloro che si sono spesi, dando anche la vita, per salvare chi era rimasto bloccato nel tunnel. In occasione della cerimonia in programma al Memoriale realizzato sulla strada di accesso al tunnel sul versante francese il traforo resterà chiuso al traffico il 24 dalle 9 alle 12.30.

Domenica 29 marzo sarà poi il rombo di centinaia di moto a ricordare Pierlucio Tinazzi, meglio conosciuto “Spadino”, che perse la vita nel tunnel nel tentativo  di soccorrere con la propria moto le persone rimaste bloccate tra fumo e fiamme. Ideata e promossa dal Coordinamento Motociclisti (associazione per la difesa dei diritti dei motociclisti affiliata alla FEMA) la manifestazione del 29 marzo vedrà centinaia di motociclisti, provenienti da ogni parte d'Italia ed anche dall'estero, ritrovarsi a Morgex, il paese dove “Spadino” è nato ed è sepolto. Da qui saliranno con le loro moto formando un lungo e suggestivo corteo che, snodandosi lungo la strada statale, raggiungerà il piazzale sul quale si apre l'ingresso del traforo del Monte Bianco. Oltre che per ricordare Spadino l’iniziativa vuole sollecitare più attenzione e più impegno da parte delle istituzioni in materia di sicurezza stradale, sottolineando i rischi ai quali sono particolarmente esposti i motociclisti.

Informazioni sul programma del X Memorial Spadino – Pierlucio Tinazzi:
 
“10 anni fa al chilometro 6” – Un programma di Rai VdA per non dimenticare
A celebrare il decennale della tragedia sarà anche la sede Rai VdA attraverso la Struttura di Programmazione che ricorderà mercoledì prossimo, 24 marzo alle ore 20, quei tragici giorni attraverso il programma “10 anni fa al chilometro 6” di Sonia Charles, che sarà trasmesso subito dopo l’edizione serale del Telegiornale regionale e che vuole ricordare chi non c’è più, omaggiare chi si è speso, con coraggio, per cercare di salvare delle vite umane e sottolineare come alcuni degli interrogativi rimangano ancora aperti.
Il doloroso avvenimento – spiega una nota della Struttura programmi della Rai – è stato ricostruito attingendo al ricco materiale conservato negli archivi aziendali girato all’epoca e nel periodo successivo dalla Redazione TGR Valle d’Aosta-Vallée d’Aosta e dalla programmazione televisiva regionale della Rai. Dalle prime concitate 48 ore durante le quali, con stupore, la comunità valdostana prendeva, a poco a poco, conoscenza e coscienza delle dimensioni della catastrofe, alla riapertura, il 9 marzo 2002, del traforo del Monte Bianco, rinnovato e messo in sicurezza. Tre lunghi anni in cui tutta la società valdostana, e non solo, si è interrogata sui suoi destini economici, culturali ed ambientali”.

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