Cronaca

Ultima modifica: 23 Gennaio 2019 17:33

Il “rapporto significativo” della ‘ndrangheta valdostana con il mondo politico

Aosta - Come sottolineato dal Sostituto procuratore Anna Maria Loreto, l'organizzazione valdostana "vanta un rapporto significativo con esponenti del mondo politico, che devono in parte la loro elezione al contributo fornito dalla locale". In cambio i politici "sono disponibili a dare all'organizzazione vantaggi derivanti dall'attività amministrativa".

conferenza stampa Operazione Geenaconferenza stampa Operazione Geena

Con l’operazione Geena, condotta dai Carabinieri del Gruppo Aosta e del Raggruppamento Operativo Speciale, arriva la conferma di una “locale” ‘ndranghetista in Valle d’Aosta. 

A guidarla secondo gli inquirenti è Bruno Nirta, arrestato in Calabria, fratello di Giuseppe, morto nel 2017 in un agguato in Spagna.

Gli altri appartenenti della locale valdostana sono: Marco Fabrizio Di Donato, Roberto Alex Di Donato, Alessandro Giachino, Francesco Mammoliti, Nicola Prettico e Antonio Raso. 

Come sottolineato dal Sostituto procuratore Anna Maria Loreto, l’organizzazione valdostana “ha una sua peculiarità, è diversa dalle altre, è una compagine associativa che vanta un rapporto significativo con esponenti del mondo politico, che devono in parte la loro elezione al contributo fornito dalla locale”. In cambio i politici “sono disponibili a dare all’organizzazione vantaggi derivanti dall’attività amministrativa” come “lavori pubblici o vantaggi nelle concessioni”.

Oltre a Prettico, eletto in Consiglio comunale nel 2015, la “locale” aveva coinvolto, secondo gli inquirenti, l’ex Assessore alle politiche sociali di Aosta e ora consigliere regionale, Marco Sorbara, e l’Assessore alla Programmazione, Finanze e Patrimonio del Comune di Saint-Pierre, Monica Carcea, indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

“In particolare Carcea si rivolgeva a Di Donato Marco Fabrizio, Raso Antonio e Prettico Nicola, chiedendo loro di intervenire con metodo intimidatorio per comporre le tensioni e i contrasti che aveva con altri Assessori della Giunta del Comune di Saint-Pierre,  – scrivono gli inquirenti – di incontrare il sindaco del Comune di Saint-Pierre, per comporre le tensioni e i contrasti che aveva con gli altri componenti della Giunta comunale: nonché comunicava ad alcuni appartenenti alla locale di Aosta notizie riservate in merito al rinnovo di alcuni servizi comunali affidati a soggetti privati”.

Marco Sorbara, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti “teneva costantemente informato Raso Antonio, esponente di vertice del locale di Aosta, di quanto accadeva all’interno della Giunta comunale di Aosta e, in particolare, delle delibere e delle decisioni oggetto di discussione, dando corso e seguito ai suggerimenti ed alle indicazioni che Raso Antonio gli comunicava; nonché interveniva, su richiesta di Raso Antonio per risolvere problemi di varia natura (in materia di lavoro e di rapporti con l’azione amministrativa del Comune) che gli appartenenti alla comunità calabrese residenti in Valle d’Aosta prospettavano allo stesso Raso Antonio”.

Le indagini dei Carabinieri hanno accertato che Marco Sorbara e Monica Carcea “hanno ricevuto un sostegno elettorale da parte della locale di Aosta in occasione delle elezioni comunali del maggio 2015″. Secondo quanto spiegato in conferenza stampa la cellula ‘ndranghetista valdostana poteva muovere circa 400 voti.

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