Maxi riunione, ieri, lunedì 1° febbraio, in Procura ad Aosta, per l’inchiesta sul Day Hospital di Aosta. Per il momento unico indagato è il responsabile amministrativo, Alberto Morelli, accusato di peculato. All’incontro ha partecipato anche un dirigente del Ministero della Sanità, che ha incontrato gli inquirenti per fare il punto della situazione.
Il consulente, nominato dalla Polizia giudiziaria, a breve consegnerà la relazione finale. "Entro pochi giorni depositeremo tutto il materiale in Procura e per ora altro non si può dire" è lo stringato commento del dirigente della Digos aostana, Francesco Menchiari, che sta conducendo le indagini assieme alla Guardia di finanza.
Il consulente, nominato dalla Polizia giudiziaria, a breve consegnerà la relazione finale. "Entro pochi giorni depositeremo tutto il materiale in Procura e per ora altro non si può dire" è lo stringato commento del dirigente della Digos aostana, Francesco Menchiari, che sta conducendo le indagini assieme alla Guardia di finanza.
Quattro sono i filoni di indagine, coordinata dal pm Luca Ceccanti: uso illegittimo nella struttura privata di attrezzature dell'Usl (fili e aghi da sutura, elettrobisturi, medicine e altro); assenteismo; smaltimento illecito di rifiuti speciali (sangue, ernie e appendici); violazioni normative e fiscali.
Tutto il materiale é raccolto in alcune centinaia di pagine. Inoltre – secondo quanto si è appreso – gli inquirenti stanno vagliando la posizione di alcuni medici che lavoravano nella struttura e che potrebbero aver commesso delle irregolarità.
L'inchiesta è iniziata nel gennaio dello scorso anno in seguito alla segnalazione di un paziente che aveva riscontrato un uso inappropriato di materiale pubblico in interventi privati. Secondo l'accusa, nella struttura ospedaliera venivano utilizzati, per gli interventi privati, degli strumenti – garze, aghi e fili da sutura, medicine, guanti, porta aghi, sacche di scolo dei rifiuti organici, teli – di proprietà pubblica. Strumentazione medica pagata dal sistema sanitario che veniva utilizzata così a scopi privati. Riscontri sono stati effettuati attraverso i codici identificativi dei prodotti, accertando che erano stati realizzati da aziende che non sono tra i fornitori del Day Hospital. Secondo l'accusa si tratterebbe di irregolarità sistematiche e non casuali che hanno evidenziato gravi responsabilità da parte dei vertici del Day Hospital.
