L’ex economo del comune di Châtillon condannato a pagare 922 mila euro

Oltre a Mauro Baccini sono stati condannati anche Laura Magri, responsabile servizio finanziario comunale (50 mila euro); Aldo De Simone, segretario comunale (35 mila euro); Andrea Leonardi, revisore dei conti (20 mila euro); e la BCCV (100 mila euro).
Il comune di Chatillon
Cronaca

Per la Corte dei Conti valdostana non ci sono dubbi sulle responsabilità dell’ex economo di Châtillon, Mauro Baccini, condannato a un maxi risarcimento: 921.986,80 euro. Sono stati condannati, in via sussidiaria rispetto a Baccini, anche Laura Magri, responsabile del servizio finanziario comunale (50 mila euro); Aldo De Simone, segretario comunale (35 mila euro); Andrea Leonardi, revisore dei conti (20 mila euro); e la banca di Credito Cooperativo Valdostana, (100 mila euro).

‘Se dal 2000 a metà 2005 avessero controllato le condotte dell’economo, avrebbero immediatamente stroncato la sua condotta illecita, infatti, ha sempre agito in maniera grossolana e vistosa’, aveva spiegato il procuratore regionale della Corte dei Conti, Claudio Chiarenza, ai giudici, durante l’udienza del maggio scorso. Tesi, pienamente accolta dalla Corte.
I fatti risalgono al 2005, quando Baccini, era stato indagato per peculato aggravato e continuato dalla Procura di Aosta. Secondo l’accusa, l’ex economo si sarebbe impossessato del denaro pubblico facendosi da solo dei mandati di pagamento, per prestazioni mai eseguite, che poi andava a ritirare in banca. I funzionari di banca, secondo l’accusa, avrebbero pagato nonostante le fatture non fossero in regola.

‘Sulla responsabilità di Mauro Baccini – spiegano i togati nella sentenza – non possono sorgere dubbi, in considerazione della dichiarazione pienamente confessoria resa dall’interessato. Sussiste, inoltre, con specifico riferimento ai 18 mandati di pagamento privi dei requisiti minimi di regolarità formale, la concorrente responsabilità contabile della banca incaricata del servizio di tesoreria’.

Infatti, la Corte ha condannato, in via sussidiaria anche l’istituto di credito Bcc a versare 100 mila euro, in quanto ‘‘paiono ineccepibili, al riguardo – continuano i giudici – le considerazioni svolte dalla Procura, infatti, consta, che nessuno dei 18 mandati in contestazione conteneva l’indicazione della ‘determinazione’ o ‘determina’ di assunzione dell’impegno di spesa (…), ne discende che il tesoriere era obbligato a non eseguire i mandati stessi in quanto titoli di pagamento non completi in ogni loro parte’.

I togati contabili pongono poi l’attenzione sugli altri indagati, condannati in via sussidiaria, in quanto erano tenuti a controllare l’operato dell’ex economo e non gli avrebbero impedito di incassare illecitamente i soldi.

‘Le difese di Laura Magri non valgono a escludere la palese colpevolezza nella sua qualità di responsabile del servizio finanziario, che omettendo ogni elementare forma di controllo o riscontro sull’economato, per oltre un quinquennio, ha consentito all’economo di appropriarsi liberamente, ma illecitamente di centinaia di miglia di euro del Comune’.

I giudici sottolineano come ‘tutti i rendiconti periodici della cassa comunale, resi da Baccini, furono visionati come regolari e quindi ammessi a reintegro dalla signora Magri, malgrado si presentavano viziati da macroscopiche carenze alche sul piano documentale e formale. (…) Da qui la natura imperdonabile e inescusabile della negligenza, imperizia ovvero imprudenza manifestate dalla signora Magri’.

Per i giudici della Corte dei Conti, anche la condotta del segretario comunale, Aldo De Simone e’ di ‘culpa in vigilando’, ‘in gran parte analoga a quella della Magri’. Anche Andrea Leonardi, revisore dei conti, per i togati contabile ha delle responsabilità. Infatti, ‘il revisore non poteva limitarsi alla semplice archiviazione o alla trasmissione a terzi della contabilità in parola, ma doveva esercitare sulla stessa con controllo dotato di un minimo di approfondimento’.

Durante il processo davanti alla Corte dei Conti, inoltre, il procuratore regionale Claudio Chiarenza aveva presentato richieste di condanna maggiori per gli altri quattro indagati (157 mila euro per De Simone, 168 mila euro per Magri, 195 mila per Leonardi e 373 mila per la BCC Valdostana.

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