L’incidente di elicottero a Gaby fu causato “da un errore umano”

E' la conclusione dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, contenuta nella relazione d'inchiesta sul sinistro avvenuto l'8 agosto 2014, nel quale morirono due persone: il pilota Angelo Domenico Praiale e sua cognata, Sara Piras Piredda.
Il recupero delle salme
Cronaca

Diciotto pagine compongono, tra testo ed allegati, la relazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo sull’incidente occorso, l’8 agosto 2014, all’elicottero “Alouette II” I-PAAD precipitato a Chanton Desout, nel comune di Gaby. Nello schianto morirono il pilota, Angelo Domenico Praiale (55 anni), albergatore e vicesindaco di Quincinetto, e la cognata, Sara Piras Piredda (29 anni). La conclusione, escluse cause meccaniche (il velivolo era regolare nella manutenzione e privo di "inefficienze significative e tali da pregiudicare la sicurezza delle operazioni"), è che il sinistro sia “ascrivibile al fattore umano”.

Per giungere a tale determinazione, la relazione individua nell’“esistenza, al momento dell’incidente, di una visibilità molto limitata nella zona dello stesso” un elemento chiave dell’accaduto. L’elicottero si era alzato in volo, con quattro persone a bordo, da Gaby ad un alpeggio in località Ruck (2200 metri) ed era quindi ripartito, attorno alle 18.30, solo con pilota e un passeggero, per rientrare alla base di Quincinetto. Tra la salita e la discesa, compiuta da Praiale altre volte nel 2014, non passano più di quindici minuti, ma sono sufficienti per “un forte peggioramento delle condizioni nella valle” di Niel.

Il documento evidenzia quindi come il luogo dell’incidente sia “decisamente decentrato sulla destra” rispetto alla rotta seguita dal velivolo, riferita da uno dei testimoni sentiti durante l’inchiesta come “centrale rispetto alla conformazione della valle”. Questa circostanza costituisce, per gli ispettori dell’ANSV, “elemento indicativo di una probabile perdita della ‘situational awareness’ da parte del pilota, una volta venutosi a trovare in condizioni di visibilità molto limitata”.

In sostanza, arrivato “in prossimità della verticale del centro abitato di Chanton”, l’elicottero – analisi corroborata dalle dichiarazioni di un altro testimone – riduce la sua velocità, probabilmente perché fa ingresso “nel fronte di nubi basse prossime al suolo” che interessava la zona. Il pilota manovra “percorrendo brevi tratti a destra e sinistra” e, circostanza rispecchiata dall’analisi “delle evidenze al suolo”, si può “ragionevolmente ritenere che abbia effettuato una virata a destra”.

L’idea di Praiale (con all’attivo 319 ore di volo, di cui 117 sull’ “Alouette II” e definito, da chi lo conosceva personalmente, “estremamente prudente”) era verosimilmente di “invertire la rotta e tornare verso la parte di valle appena sorvolata”, dove gli sarebbe stato possibile, in ragione di una meteo più favorevole, o proseguire il “volo a vista verso Quincinetto, o un atterraggio di emergenza”. Tuttavia, “durante la virata il pilota non si è accorto di essere prossimo al terreno ed ha impattato contro il fianco destro della valle”.

Secondo le conclusioni della relazione, “alla decisione di continuare il volo in condizioni di visibilità rivelatesi non compatibili” hanno probabilmente contribuito sia “la ‘complacency’ dovuta alla familiarità del pilota con il luogo dell’incidente”, sia “una valutazione ed una percezione errata, da parte dello stesso, delle reali condizioni meteorologiche presenti al centro della valle”, repentinamente peggiorate dal sorvolo precedente.

Le indagini dell’Agenzia, che vengono attivate in ogni caso di incidente ad aeromobili civili, e sono indipendenti rispetto a quelle di altre autorità, mirano “esclusivamente alla prevenzione di futuri incidenti e sinistri”. In questo caso, per gli ispettori, “alla luce delle evidenze raccolte e delle analisi effettuate, non si ritiene necessario emanare raccomandazioni di sicurezza”. La Procura di Aosta, ricevuta la ricostruzione dell’accaduto curata dai Carabinieri, aveva archiviato l’indagine aperta in merito.

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