Nel 2025 saliti i reati in Valle ed a commetterli sono sempre più neo-maggiorenni

Dalla presentazione del Bilancio di responsabilità sociale della Procura di Aosta è emerso l’aumento dei delitti a 3.915. “Deve creare preoccupazione – ha detto il pm D’Ambrosi – l’abbassamento dell’età dei responsabili”.
Pm Manlio D'Ambrosi
Cronaca

In Valle d’Aosta i reati denunciati nel 2025 sono aumentati del 16% rispetto all’anno prima: da 3.378 a 3.915. Non c’è solo questo a saltare all’occhio agli inquirenti, però. “Ciò che deve creare preoccupazione – spiega il sostituto Manlio D’Ambrosi – è l’abbassamento dell’età dei responsabili delle condotte”. Parliamo di ragazze e ragazzi neo maggiorenni, o comunque della fascia d’età dai 18 ai 25 anni. “Serve prevenzione, – aggiunge il pm – con coinvolgimento delle scuole e dei servizi territoriali, per non lasciare abbandonati questi giovani”.

Più reati predatori, ma non solo

Dati emersi in occasione della presentazione del Bilancio di responsabilità sociale 2025 della Procura della Repubblica di Aosta. I delitti che riguardano la gioventù, in modo particolare, sono quelli rientranti nella “criminalità predatoria”, commessi spesso in strada. Si tratta di: furti, in aumento lo scorso anno del 10% (da 799 del 2024 a 878); ricettazioni, che salgono del 44% (da 9 a 14) ed estorsioni, incrementate del 111% (da 17 a 36). Le rapine, pur nella relatività dei piccoli numeri, sono in lieve calo (da 23 a 20, cioè -13%).

I crimini legati agli stupefacenti fanno registrare a loro volta un segno più, che vale oltre il 40%: da 52 a 71. Incrementi nei quali si riverbera un altro dato in crescita, concernente le truffe e frodi informatiche: da 671 del 2024 a 817 dell’anno finito da un mese. “Viviamo – continua D’Ambrosi – una fase criminale che non si estrinseca solo attraverso la modalità predatoria classica, ma pure attraverso il furto di dati utili poi per compiere altri reati”.

Quanto al “codice rosso”, l’andamento è differenziato. Salgono i maltrattamenti, lo stalking e le violenze sessuali (da 18 a 29, con +61%), ma scendono le violazioni ai divieti di avvicinamento. “Segno dell’efficacia di tale misura cautelare”, chiude il Sostituto procuratore. La fotografia della “realtà geocriminale” valdostana è nitida nonostante il contesto di una Procura che, se dal punto di vista dei magistrati non è in sofferenza (ora sono tre su quattro i sostituti in servizio, assieme al Procuratore capo Luca Ceccanti), per quanto riguarda il personale amministrativo è “quasi al collasso”.

Tribunale aosta
Tribunale di Aosta

Personale amministrativo: “ufficio al collasso”

In organico sono infatti previsti 30 dipendenti, mentre in servizio non ce ne sono più di 12 (numero, nel frattempo, già calato, perché a gennaio c’è stato un pensionamento e altri seguiranno). La previsione è che nel corso del 2026 il personale effettivamente negli uffici si aggirerà sulle 9 unità. “Questo impatta sulla risposta che può dare la Procura. – sottolinea D’Ambrosi – Se abbiamo meno personale, meno celeri possiamo essere su attività d’indagine”.

Non solo, perché la Procura si occupa anche, tra l’altro, di rilasciare i certificati del casellario giudiziale, documento utile, tra l’altro, per concorsi, elezioni, domande di assunzione. “Anche il rilascio di questa documentazione – afferma il Sostituto – subirà ritardi, perché la coperta è corta”. D’altronde, facendo le proporzioni del caso, con una base di 120mila residenti, è come se ad ogni dipendente dell’ufficio facessero riferimento 14mila di essi.

Scorrendo la pianta organica, allo scorso 31 dicembre le carenze sono lampanti. Non c’è il dirigente, non c’è il direttore. Su 6 funzionari giudiziari ce ne sono 4 (uno a part-time). Non c’è il funzionario linguistico previsto. I cancellieri esperti sono uno su 4 in organico. Su 5 operatori giudiziari attesi, ce n’è uno. I conducenti di automezzi sono due, a fronte di 5. Anche tra gli operatori giudiziari, la previsione di 5 mette in rilievo un solo addetto in servizio. L’unico rango al completo è quello degli assistenti giudiziari (3 su 3). “Fino al 2023, – insiste D’Ambrosi – c’erano sei dipendenti regionali in distacco. Quattro sono tornati in Regione, una è stata con noi fino alla pensione e una è passata alle dipendenze del ministero”.

In calo gli indici sull’attività

A fronte di questa situazione, gli indici che contraddistinguono l’attività dell’ufficio restano soddisfacenti, anche se in calo rispetto al 2024. Quello di ricambio, che misura il rapporto tra fascicoli esauriti (4.377) e sopravvenuti (4.509) nell’anno, è del 97.07% (era 100% per il 2024). L’indice di smaltimento, cioè il rapporto tra i fascicoli esauriti (4.377) e quelli pendenti iniziali e sopravvenuti (4.846), è del 90.32% (92.85%) per l’anno prima.

Immagine di archivio

Procedimenti definiti in 41 giorni medi

“L’obiettivo – dice il Pubblico ministero, introducendo il tema dei tempi dei procedimenti penali – è di non lasciare una persona sottoposta ad indagini per troppo tempo nella condizione di indagato”. Il dato sulla definizione di un procedimento, per la Procura di Aosta, è di 41 giorni medi. A scendere è soprattutto la fase di eventuale richiesta di archiviazione (con 25 giorni medi, che erano 38 nel 2024), mentre tutti gli altri passi (l’inizio dell’azione penale, le altre richieste definitorie) sono in lieve aumento.

Nel 2025, 7% di assoluzioni dal giudice monocratico

Quanto all’esito dell’azione penale, il 7% di assoluzioni nel 2025 (parlando di 272 sentenze del Tribunale in composizione monocratica) fa sì che nel 93% dei casi la tesi sostenuta dalla pubblica accusa sia stata riscontrata a livello processuale. La fattispecie più ricorrente è la sentenza di condanna (67, per un 24.63%), seguita dal patteggiamento (62, 22.79%), quindi dall’estinzione del reato per remissione di querela, morte del reo, prescrizione o altri casi (55, 20.22%). Risultati che il pm D’Ambrosi giudica “più che soddisfacenti”.

Spese, salgono le consulenze tecniche

Infine, il Bilancio di responsabilità sociale è anche il documento che volge lo sguardo alle spese sostenute dall’ufficio di Procura. Il capitolo relativo alle intercettazioni, con 302.044 euro, scende dai 350.188 dell’anno prima. Sale, invece, la voce relativa agli ausiliari del magistrato, cioè figure come interpreti e consulenti tecnici: da 141.609 a 172.856 euro. Quasi scomparse, le uscite per i Vice Procuratori Onorari (da 78.470 euro a 2.217), ma si spiega con il passaggio di tali oneri a “NoiPA”, con le Procure rimaste solo a pagare trasferte e simili.

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