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Nel 2025, sei i tentativi di suicidio registrati nel carcere di Brissogne

Il dato è stato comunicato oggi, giovedì 19 marzo, dalla comandante della Polizia penitenziaria, Martina Irrera, in occasione delle celebrazioni per il 209° anniversario del Corpo.
Cronaca

Un corpo unico, un unico corpo. E’ lo slogan del 209° anniversario del Corpo di Polizia penitenziaria, celebrato oggi, giovedì 19 marzo, nel carcere di Brissogne, come nel resto d’Italia. L’intenzione è di rendere sempre più evidente, nell’opinione pubblica, il servizio di chi è chiamato a un compito che la società tende a non percepire, se non proprio a rimuovere dal suo immaginario.

Un concetto sul quale è intervenuto, per primo, il capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, nel messaggio al personale letto all’inizio della celebrazione. “Lo Stato, dentro gli istituti penitenziari, – è scritto nel testo – ha il vostro volto, con la vostra professionalità e il vostro senso del dovere. E’ attraverso il vostro servizio quotidiano che lo Stato continua, infatti, a essere presente, autorevole e credibile nei luoghi più difficili e delicati della Repubblica”.

“Perché l’eroismo, nel vostro lavoro, – continua il Capo Dipartimento – non è fatto di gesti isolati ed eclatanti. E’ fatto di presenza. E’ fatto di continuità. E’ fatto di responsabilità. Il valore di ciò che fate merita di essere riconosciuto, anche nelle vostre famiglie, tra le persone che condividono con voi la vita quotidiana e che spesso partecipano, silenziosamente, ai sacrifici che questa professione comporta. Perché il vostro lavoro è parte viva dello Stato”.

La comandante del Reparto di polizia penitenziaria della casa circondariale di Brissogne, Martina Irrera, in servizio in Valle dallo scorso settembre, ha ricordato che nel penitenziario valdostano sono in servizio 114 unità, 19 donne e 95 uomini. I detenuti, al momento, sono 151: 70 di nazionalità italiana e 81 stranieri (dei quali, 77 extracomunitari e 4 provenienti da Paesi dell’Unione). Il 6% della popolazione penitenziaria è in attesa di giudizio, mentre il 94% sta scontando una condanna definitiva.

Quanto all’attività svolta dagli agenti, nel 2025 si sono verificati 42 casi di autolesionismo e 6 tentativi di suicidio. Inoltre, la Polizia penitenziaria ha accertato, nelle celle di Brissogne, la commissione di 71 reati. Venticinque di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, cinque di lesioni, quattro legati agli stupefacenti, uno alle armi, uno di rivolta e due di accesso indebito a mezzi di comunicazione. Per la Comandante, al suo primo incarico, è un “grande onore e intensa emozione poter rappresentare questo reparto”.

Riconosciuto il disorientamento iniziale, “ammetto di aver trovato supporto e collaborazione dei colleghi”. Quanto alla gestione del personale, Irrera ha insistito sulla valorizzazione di coloro “che si rendono disponibili, anche al di là delle esigenze familiari, per garantire la continuità del servizio”. L’auspicio che ha formulato, al riguardo, è “di non dover normalizzare, per il futuro, questi sacrifici”.

Per parte sua, il direttore della casa circondariale, Fulvio Tempesta, insediatosi nello scorso novembre, ha messo l’accento sul fatto che quello della Polizia penitenziaria è un “lavoro che dire che all’esterno è poco conosciuto è un eufemismo. Non è conosciuto, non è apprezzato. Però, la missione che lo Stato vi affida è altissima”. Il Direttore si è detto colpito “proprio dal modo in cui gli appartenenti al Corpo compiono il compito, il senso di umanità con cui si rapportano con i detenuti”.

Per Tempesta, i poliziotti penitenziari “molte volte sanno l’orario di inizio del loro servizio, ma non sanno quello di fine, perché spesso il servizio si protrae. Tutto questo ha ricadute sulla vita familiare, sulla vita personale. Uno stress che non è nemmeno troppo comprensibile da chi sta fuori”. Le celebrazioni si sono quindi chiuse con la consegna di lodi ed encomi al personale che si è distinto in servizio.

 

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