“Non dichiararono il falso”: padre e figlio di Saint-Vincent assolti

I fatti risalgono al 2003 quando l'ufficiale giudiziario pignorò alcuni gioielli nel negozio di Carletto e Davide Borroz.
Cronaca

Era accusato di aver detto il falso. E da questa accusa è stato assolto. Martedì scorso, il giudice monocratico di Aosta, ha assolto Carletto Borroz, 58 anni di Saint-Vincent e il figlio Davide, 32 anni. Entrambi erano assistiti dall’avvocato Filippo Vaccino del foro di Aosta.

I fatti risalgono al 2003. Quando l’ufficiale giudiziario pignorò alcuni gioielli nel negozio dei Boroz. Secondo l’accusa, Carletto Borroz avrebbe dichiarato che l’orologio, che gli era stato pignorato, era in oro bianco, quando invece non lo era. Il figlio, invece, era accusato di aver fatto sparire un Rolex e un paio di orecchini con brillanti, di cui lui era custode giudizirio.

Durante il processo, la difesa ha dimostrato come entrambe le accuse fossero infondate. Infatti, Carletto Borroz aveva detto il vero, l’orologio era d’oro. Il monile era stato riscattato da Borroz al Monte dei Pegni e la proprietaria dell’orologio ha testimoniato che era autentico. Per quanto riguarda la pozione di Davide Borroz, la difesa ha dimostrato che Davide non poteva essere in possesso dei gioielli posti sotto sequestro, in quanto la normativa prevede che i preziosi vengano custoditi dal tribunale. E così era. Il cancelliere ha testimoniato che gli orecchini e il Rolex da cinque anni erano in cancelleria. Da qui l’assoluzione per entrambi.

Il pignoramento dei preziosi era stato eseguito, in quanto Borroz non aveva pagato una commessa a una ditta Toscana che sosteneva di non aver ricevuto la merce richiesta. La ditta si era rivolta così all’autorità giudiziaria. Ora, però, i Borroz riavranno tutti i loro beni, in quando il creditore non ha più presentato istanza.

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