Pirogas, continua la battaglia legale. Le imprese si rivolgono alla Corte di Cassazione

Nel giugno scorso Rea Dalmine Spa, Gea Srl, Valeco Spa, Cogeis Spa, Ivies Spa hanno deciso di rivolgersi alle sezioni unite della Corte di Cassazione per l'annullamento della sentenza dell'aprile scorso del Consiglio di Stato.
La discarica di Brissogne
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Non demordono le imprese che si erano aggiudicate l’appalto per la costruzione del pirogassificatore in Valle d’Aosta. Nel giugno scorso Rea Dalmine Spa, Gea Srl, Valeco Spa, Cogeis Spa, Ivies Spa hanno deciso di rivolgersi alle sezioni unite della Corte di Cassazione per l’annullamento della sentenza dell’aprile scorso del Consiglio di Stato che dichiarava in parte improcedibile e in parte respinto il ricorso con cui le imprese chiedevano l’annullamento della delibera di Giunta di revoca delle procedure di appalto. 

A darne notizia è oggi il consigliere grillino Roberto Cognetta. "Non sanno più a cosa aggrapparsi per avere i soldi di un danno che non c’è a spese dei cittadini (solo 20 milioni di euro chiedono) perché non gli abbiamo permesso di bruciare i rifiuti" scrive il consigliere regionale su Facebook. 

Oltre al ricorso alla Corte di Cassazione è ancora pendente il giudizio al Tar di Aosta. L’11 giugno scorso il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta ha chiesto alla Regione di fornire nuova documentazione e ha fissato l’udienza all’11 settembre. 

In particolare l’Amministrazione regionale dovrà presentare “lo studio di prefattibilità realizzato dalla società Valeco su commissione dell’amministrazione regionale” che è stato “impugnato nella motivazione del provvedimento consiliare e nelle difese svolte in giudizio dalla regione”, insieme a una “relazione del responsabile del procedimento contenente documentati chiarimenti in ordine all’attività istruttoria e alle valutazioni tecniche tenute presenti dall’amministrazione nel valutare l’idoneità del sistema di trattamento “a freddo” dei rifiuti a garantire la tendenziale autosufficienza della regione nella gestione dei propri rifiuti”.

Inoltre, il Tar chiede alla Regione – nei 30 giorni previsti per legge – anche una copia del Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione del consiglio regionale il 15 aprile 2013.

 

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