Ricettazione e tentata corruzione di un poliziotto: cinque condanne

Ad ognuno dei cinque fermati ad un controllo al tunnel del Bianco nel 2014, quattro anni di carcere. Altri due anni ed otto mesi inflitti a colui che provò ad offrire denaro a un assistente capo della Polizia di frontiera.
Polizia di frontiera al Traforo del Monte Bianco
Cronaca

Erano stati fermati, cinque anni fa, al tunnel del Monte Bianco e a bordo del loro veicolo era spuntata della merce risultata rubata in varie località del nord Italia, per cui non avevano saputo offrire giustificazioni. Al momento della scoperta destinata a metterli nei guai, uno di loro, per la Procura, aveva anche provato a corrompere un agente in servizio, affinché “chiudesse un occhio”. Per quei fatti, il Tribunale di Aosta in composizione collegiale (presidente Eugenio Gramola, giudici a latere Marco Tornatore e Luca Fadda) ha condannato stamane cinque persone a pene che, complessivamente, sfiorano i 23 anni di reclusione.

Era il 30 marzo 2014 quando la Polizia di frontiera aveva bloccato, sulla “piastra” del Traforo tra Italia e Francia, la vettura su cui viaggiavano Odkhuu Altangerel (40 anni, russo), Cheyon Pac (28, nordcoreana) e Uulen Buulen (30), Altantsetseg Tsolomon (38) e Uuriintuya Onun (33), tutti nati nella Repubblica Popolare Cinese. Controllando l’auto, gli agenti trovano vari beni, prevalentemente profumi, vestiti ed articoli elettronici, individuati dalle successive verifiche quali provento di furti commessi, nei giorni precedenti, in diversi negozi e centri commerciali del settentrione, tra i quali il “Promenade” di Cremona ed altri di Canelli (Asti) ed Acqui Terme (Alessandria).

È in quel momento che, secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Luca Ceccanti, uno degli uomini sul mezzo, offre 500 euro all’Assistente capo che li ha fermati, per indurlo ad omettere il sequestro e non procedere alla denuncia dell’accaduto. Il poliziotto si oppone e dà regolarmente corso agli atti per cui, al termine dell’udienza tenutasi nella mattinata di oggi, mercoledì 6 marzo, tutti sono stati condannati a quattro anni di carcere ognuno per il reato di ricettazione. In più, al 40enne Altangerel, identificato come il latore della “proposta economica” al pubblico ufficiale, sono stati inflitti altri due anni ed otto mesi per istigazione alla corruzione, per un totale di sei anni ed otto mesi.

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