Rogo di auto al camping di Quart: 3 anni ed 8 mesi a Carmine Amato

Si è concluso nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 gennaio, il processo di primo grado contro il pensionato 67enne arrestato dai Carabinieri lo scorso 29 maggio per l’incendio che, giorni prima, aveva distrutto quattro vetture davanti a un ristorante.
Carmine Amato lascia il Tribunale al termine dell'udienza.
Cronaca

Erano passate da poco le 14.30 di oggi, martedì 9 gennaio, quando il giudice Marco Tornatore ha letto la sentenza di condanna a tre anni ed otto mesi di carcere nei confronti di Carmine Amato, pensionato 67enne arrestato dai Carabinieri lo scorso 29 maggio (e da allora in carcere) per l’incendio che, diciassette giorni prima, aveva distrutto quattro auto nel parcheggio del ristorante “La Pinsa” a Teppe di Quart.

L’uomo, difeso dall’avvocato Maria Rita Bagalà, era accusato di incendio doloso, tentata estorsione e del danneggiamento delle vetture divorate dalle fiamme. Inoltre, nello stesso procedimento, la Procura – rappresentata al processo dal pm Carlo Introvigne – contestava all’imputato di aver arrecato anche danni ad un’altra auto, episodio avvenuto fuori da un locale notturno a Châtillon, una decina di giorni dopo il rogo alle porte di Aosta.

Nelle precedenti udienze, il difensore di Amato aveva chiesto una perizia psichiatrica, finalizzata ad accertarne la capacità di accedere al rito alternativo richiesto autonomamente, o se sussistesse la necessità di un curatore. L’esame, affidato alla dottoressa Patrizia de Rosa, ha evidenziato la non esigenza di affiancamento dell’imputato e l’udienza di stamane ha visto quindi, con le parti che si sono avviate alla discussione, la conclusione del processo di primo grado, celebrato a porte chiuse, con rito abbreviato.

Il pubblico ministero Introvigne aveva chiesto una condanna complessiva a cinque anni, puntando tra l'altro sull’incontrovertibilità dei risultati probatori frutto del lavoro dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della compagnia di Châtillon/Saint-Vincent, occupatisi delle indagini assieme ai colleghi del Reparto operativo di Aosta. Il giudice Tornatore, sentenziando per la colpevolezza di Amato, ha stabilito una pena detentiva, mantenendo la custodia cautelare in carcere del 67enne.

L’attività investigativa dei militari era partita da un tratto della recinzione del parcheggio del locale trovato tagliato (per facilitare una fuga al riparo da occhi indiscreti, in una vicina strada poderale) ed aveva visto anche l’utilizzo di immagini registrate da impianti di videosorveglianza della zona.

Si era così giunti ad Amato che, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato mosso dalla volontà di fare pressione sull’imprenditore Luigi Monteleone (socio, assieme ad altri, della gestione del locale), affinché non esigesse un credito vantato nei confronti di un suo familiare. La somma dovuta, per gli inquirenti, ammontava a 42mila euro.

La sera dell’incendio, il 12 maggio, un venerdì, nel locale, situato all’interno del camping village “Lazy Bee”, stavano cenando un’ottantina di clienti. Le fiamme erano state notate immediatamente e i Vigili del fuoco, accorsi in forze per spegnerle, avevano nutrito da subito pochi dubbi sulla sua origine dolosa: nessuna traccia di liquidi acceleranti, ma la pluralità dei punti di innesco aveva orientato in tale direzione. Tre delle quattro auto bruciate erano sprovviste di polizza assicurativa contro gli incendi.

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