Tra poche ore la sentenza per l’omicidio Tealdi

I due dominicani accusati dell’omicidio di Armando Tealdi di 40 anni, il pizzaiolo di Fénis ucciso il 27 dicembre delle scorso anno, rischiano l'ergastolo. Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato.
Armando Tealdi
Cronaca

Il pm Daniela Isaia ha chiesto la condanna all’ergastolo per Cristian Candelario Abreu, di 32 anni e Victor Manuel Seijas Cuevas, di 25 anni, i dominicani accusati dell’omicidio di Armando Tealdi di 40 anni, il pizzaiolo di Fénis ucciso il 27 dicembre delle scorso anno. La sentenza è attesa per le prossime ore, in questo momento è in corso la requisitoria degli avvocati delle difese. Il processo, che si svolge ad Aosta, si sta celebrando con rito abbreviato.

Armado Tealdi era stato trovato morto strangolato nella sua abitazione. Da quanto ricostruito dai carabinieri, i due dominicani dopo aver trascorso la serata al pub Caribe a Saint-Christophe, hanno suonato alla porta della loro vittima, sono entrati, lo hanno minacciato, picchiato, e alla fine strangolato con il cavo del computer. Il tutto per 700 euro. Circa 280 euro sono stati trovati nell’appartamento di Abreu, il vicino di casa di Tealdi. L’omicidio era stato brutale, infatti, il pizzaiolo era stato picchiato duramente, quasi torturato, probamente per farsi dare più soldi.

I carabinieri li avevano arrestati pochi giorni dopo. Abreu ha sempre sostenuto di aver partecipato alla rapina, ma di non aver ne picchiato ne ucciso Tealdi, spiegando inoltre di aver paura del suo connazionale, in quanto lo avrebbe minacciato se se ne fosse andato o se avesse parlato.Ma il suo complice ha rimbalzato su di lui le responsabilità.

La ricostruzione dell’omicidio
La vittima ha aperto la porta ai suoi assassini che, dopo averlo minacciato, legato e malmenato per tre ore, lo hanno strangolato. Era notte fonda, Tealdi era in pigiama quando ha aperto. E’ stato colpito in maniera violenta con un mortaio da cucina, poi legato con un cavo del computer. I suoi assassini hanno continuato a minacciarlo e picchiarlo, per farsi dare i soldi, poi lo hanno strangolato. Hanno preso il denaro, circa 700 euro, di cui 280 ritrovati a casa di Abreu, e se ne sono andati, richiudendo la porta a doppia mandata e mettendo  la chiave sotto la stessa, tanto che è stata ritrovata sul pavimento dell’ingresso dell’appartamento della vittima.

Poi, il complice di Abreu è scappato con l’auto della vittima, una Skoda Fabia, ritrovata a Saint-Pierre nel parcheggio dove fanno il mercato. A trovarla un vigile urbano, che ha notato il mezzo e ha chiamato i carabinieri. Prima di commettere il brutale omicidio, i due dominicani avevano trascorso la serata al pub Caribe di Saint-Christophe a  bere.

Gli arresti
Abreu è stato arrestato il 31 dicembre, dopo un lungo interrogatorio, infatti,  ha ammesso le sue responsabilità, nel pomeriggio dello stesso giorno,poco dopo  le 16,30, i carabinieri di Sesto San Giovanni hanno arrestato alla stazione di  Milano centrale mentre tentava di fuggire anche il complice, Victor Manuel Saijas Cuevas.

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