Cronaca di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 8 Gennaio 2020 18:37

Tragedia del Rutor, il Pm chiede 7 anni e due mesi per il pilota

Aosta - L'imputato è Philippe Michel, il francese di 65 anni, pilota e istruttore di volo accusato della tragedia del ghiacciaio del Rutor, in cui il 25 gennaio scorso morirono sette persone.

Riprese le ricerche sul ghiacciaio del RutorLe ricerche sul ghiacciaio del Rutor

Sette anni e due mesi di reclusione. E’ quanto ha chiesto il pm Carlo Introvigne per Philippe Michel, il francese di 65 anni, pilota e istruttore di volo accusato della tragedia del ghiacciaio del Rutor. 

Lo scorso 25 gennaio, nella collisione aerea tra l’aereo da turismo Jodel D-140 su cui viaggiava l’uomo, assieme a due allievi, e un elicottero della società GMH, in servizio per l’eliski, morirono sette persone. Solo due dei coinvolti, Michel e un passeggero dell’altro aeromobile, sopravvissero venendo soccorsi a 2.600 metri di quota.

Il pm Carlo Introvigne imputa al francese il disastro aereo colposo aggravato e omicidio colposo plurimo aggravato. In particolare le accuse sono di aver “tenuto una condotta negligente ed imprudente”, nel sorvolare “quale comandante ed istruttore di volo” dell’aereo partito da Megève “la zona del ghiacciaio” del Rutor, sita in territorio italiano, “senza prestare attenzione durante il volo a vista alla presenza di altri velivoli che impegnavano la medesima area”.

L’altro aspetto, di colpa specifica, riguarda il presunto mancato rispetto di vari atti normativi che disciplinano la pratica aerea. Le omissioni contestate consisterebbero: nel non aver “preventivamente comunicato alcun piano alla torre di controllo di Aosta né ad altra autorità italiana o francese preposta al controllo del traffico aereo”; nel non aver tenuto conto del decreto per cui “l’uso delle aviosuperfici occasionali è limitato ai voli con origine e destinazione nel territorio nazionale”; nel non aver trasmesso alla direzione aeroportuale o all’autorità di pubblica sicurezza informazioni sull’uso di una superficie di atterraggio e decollo occasionale; nel non aver effettuato, trattandosi di attività aerea in montagna, “periodiche chiamate all’aria” sulla frequenza di 130.0 MHz, “allo scopo di evitare conflitto di traffico”; nel non essere abilitato al pilotaggio “su aviosuperfici in pendenza e/o a fondo innevato o ghiacciato”, in assenza di convalida tramite l’autorizzazione temporanea dell’Ente Nazionale Aviazione Civile del titolo rilasciato dal suo Paese.

Il gup Davide Paladino si è riservato la decisione in merito all’incarico di un consulente tecnico d’ufficio prima della pronuncia della sentenza.

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