‘Davanti a una morte come questa le parole muoiono nella nostra bocca. In un momento di dolore così grande soltanto la preghiera può portare sollievo”. Con queste parole Don Fabio Brédy si è rivolto alla fila di amici e parenti che nel primo pomeriggio ha riempito la Cattedrale di Aosta dove si sono svolti i funerali di Giuliano Gilardi, il pensionato sessantenne ucciso nel suo appartamento di Saint-Christophe lo scorso 27 dicembre.
Sul feretro, insieme ad un cuscino di rose bianche e una foto di Giuliano, non poteva mancare il suo casco colorato da motociclista. Grande la commozione per l’ultimo saluto che anche gli amici hanno voluto rivolgere a Gilardi attraverso le parole di Roberta, un’amica, che con accanto Yuma, il cane tanto amato dalla vittima, ha letto la lettera nella quale gli amici Giorgio e Stefano hanno ricordato Giuliano come “il cavaliere in cerca di libertà” evidenziando “l’amore che nutriva per la sua bambina e per le due nipotine”. Proprio Stefania, la figlia, era in prima fila accanto alla madre Annamaria, e alla sorella di Giuliano Marie.
Alle loro spalle anche la compagna di Gilardi, Cinzia Guizzetti insieme ai due figli. Proprio lei era stata a lanciare l’allarme chiamando amici e polizia, la mattina del 27 dicembre, entrando a casa di Gilardi e trovando il suo corpo a terra nella pozza di sangue causata dai fendenti mortali dati dall’assassino. Di Giuliano gli amici hanno voluto ricordare tutti i momenti migliori passati insieme, quelli che Gilardi amava, nella semplicità di tutti i giorni, nelle piccole passioni.
