Nei tanti blog aperti dai fan dei Beatles in Italia si susseguono messaggi che promuovono la mostra “Arrivano i Beatles. Storia di una generazione” visibile dallo scorso 7 dicembre al Museo Archeologico Regionale e al Centro Saint-Bénin di Aosta.
Nei messaggi dei blogger si legge entusiasmo e curiosità per una mostra – la più grande realizzata in Europa interamente dedicata ai Beatles – che mette a disposizione del pubblico 200 manifesti, oltre mille dischi, numerosissimi gadget, decine di documenti autografi, 100 magliette ed una sezione cinematografica che ricostruisce, attraverso una serie di poster e di brevi filmati, l'incursione dei Beatles sul grande schermo. Dai fan del gruppo di Liverpool si legge, però, anche un pizzico di delusione per la dislocazione definita “periferica” e difficilmente raggiungibile dal resto della penisola.
Sono comunque 2.500 coloro che l’hanno visitata nel primo mese di apertura ovvero dal 7 dicembre al 7 gennaio. Di questi, 1.100 si concentrano nel periodo delle vacanze natalizie. Tra gli oggetti che colpiscono maggiormente i visitatori le confezioni di oggetti legati ai Fab Four come le parrucche che riproducono la loro capigliatura, le saponette appositamente realizzate, la rilettura beatlesiana delle matrioske, la batteria di Ringo percossa nel primo tour americano.
Un’infinità di oggetti che colti nel loro insieme restituiscono la portata inarrestabile del fenomeno “Beatles” che ha colpito il mondo intero negli anni ’60 e che resiste al passare del tempo se pensiamo che la parola “Beatles” è tra le più cliccate in Internet.
L’esposizione, promossa dall’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura e curata dal collezionista Umberto Buttafava, con la collaborazione del giornalista e critico musicale Enzo Gentile, rimarrà aperta fino al 4 maggio prossimo, tutti i giorni dalle 10 alle 20.



