“Perché i Sapiens sono speciali?”, Mario Tozzi lo ha raccontato al pubblico del Forte di Bard

"Maledetto sia Copernico che ci ha detto che non eravamo al centro dell’universo". Il divulgatore scientifico Mario Tozzi, primo ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche, ieri sera al Forte di Bard.
Mario Tozzi al Forte di Bard Foto Alice Dufour
Cultura

Come un colibrì che cerca di spegnere l’incendio con una goccia d’acqua nel becco. “La crisi climatica non si risolve con l’iniziativa personale”. Ieri sera, sabato 18 aprile, il divulgatore scientifico Mario Tozzi, primo ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche, è intervenuto al Forte di Bard.

Quasi un’ora e mezza di conferenza, “Maledetto Copernico”, di fronte a circa 450 persone, che hanno trovato posto nella tensostruttura allestita in Piazza d’Armi. Il ricercatore ha cercato di spiegare al pubblico perché “i Sapiens sono speciali” mettendoli a confronto con gli altri esseri viventi.

Nel suo viaggio, tra storia e scienza, Tozzi ha affrontato l’attuale emergenza climatica dicendo: “delle cose (nel nostro piccolo, ndr) le possiamo fare, ma serve un accordo internazionale. E non c’è. Credo che aspettino momenti peggiori. Pensano che la crisi climatica siano le cavallette, la pioggia dell’apocalisse, ecc. Non ci sarà la fine del mondo: sarà progressivo”.

Ha poi aggiunto: “se siamo precipitati in una crisi climatica ambientale come quella di oggi, qualche errore per strada l’abbiamo fatto”.

La conferenza rientra negli appuntamenti promossi dal Forte di Bard per la Giornata della Terra 2026, che ricorre il 22 aprile e che il 20 e il 21 aprile sarà celebrata con due giornate dedicate alle scuole.

Prima delle teorie di Copernico, l’uomo era al centro dell’universo

Maledetto sia Copernico. “Non era meraviglioso il Medioevo?” si domandava Il fu Mattia Pascal di Pirandello. “L’uomo era al centro dell’universo”. Citando il romanzo del 1904, Tozzi ha nominato Copernico, poi Galileo e infine Keplero.

“Che brutta notizia ci ha dato Copernico. Ci ha detto che non eravamo al centro dell’universo e del sistema solare. Non siamo più così speciali”. Ed è stato proprio attorno alla domanda “perché i Sapiens sono speciali?” che è ruotata l’intera conferenza. “Per capire se siamo davvero speciali dobbiamo fare un raffronto con gli altri esseri viventi” ha insistito Tozzi.

Il confronto con gli altri esseri viventi: “siamo i più intelligenti?”

È forse l’intelligenza che distingue i Sapiens dagli altri esseri viventi? “Noi siamo più intelligenti. Questo è quello che pensiamo tutti”, ha rivelato Tozzi. “Creiamo, leggiamo e scriviamo”. Vero, “ma l’intelligenza è una caratteristica della vita”. Una caratteristica che appartiene ai Sapiens, ma anche agli altri esseri viventi. Così Tozzi ha raccontato degli elefanti che riconoscono l’avorio lavorato come appartenente alla propria specie, dei capodogli che per comunicare emettono armoniche e degli esperimenti su polpi e scimpanzé.

“Quando stermini un capodoglio o massacri un branco di lupi quello che perdi non è solo biologia, è cultura. Solo che è cultura diversa dalla nostra” ha precisato Tozzi.

Il divulgatore si è poi soffermato sul pregiudizio secondo cui “gli esseri viventi si muovono per istinto, mentre noi ci muoviamo per ragione”. “Leviamocelo dalla testa. Solo due istinti sono tipici di tutti i viventi: la paura dei rumori e la paura di cadere”.

Verso l’esaurimento delle risorse disponibili. La diversità dei Sapiens sta nel sistema economico

“Tu che hai un sacco di cose, sei sicuro di essere davvero ricco?” è stata la domanda che un capo tribù Indios ha rivolto a Tozzi. Gli Indios dell’Amazzonia – dove il ricercatore si è recato la scorsa primavera – vivono in equilibrio con l’ambiente, sono apparentemente felici e non accumulano nulla.

Questa è la differenza che rende ‘speciali’ i Sapiens. “Nessun vivente sulla Terra accumula: nessuno costruisce un sistema economico, nessuno ha un capitale” ha spiegato Tozzi.

Un sistema economico che ha l’obiettivo di generare profitto. Ma intanto “le risorse si riducono”. E, “se intacchi le risorse, prima o poi, vai verso una crisi ambientale. Siamo otto miliardi e mezzo, ma il pianeta resta quello. Questa è la lezione che insegna il capo tribù: più hai, più rischi” ha concluso Tozzi.

“Caro Sapiens”: il vero progresso non risiede nel dominio della natura

Terminate le riflessioni, Mario Tozzi è sceso dal palco per il firmacopie del suo ultimo libro “Caro Sapiens” (Mondadori, 2025). Un saggio in cui l’autore mostra quanto la vita dei Sapiens sia intrecciata con quella della Terra e insegna che il vero progresso non risiede nel dominio della natura, ma nella capacità di coesistere in armonia con essa.

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