“Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”. Sono i primi tre punti del Manifesto del futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1908. Il documento, scritto in forma declamatoria,
fu pubblicato in Italia nel febbraio 1909 da diversi quotidiani e su Le Figaro di Parigi il 20 febbraio 1909, fatto quest’ultimo che diede al movimento una fama internazionale.
A 100 anni dalla sua nascita è la musica che martedì 10 novembre celebrerà sul palco del teatro Giacosa il movimento Futurista con un viaggio esilarante e irriverente alla scoperta del futurismo tra canzoni originali, reperti d’epoca e letture semi-serie. A guidare tutto ciò non poteva che essere il musicista-cantante milanese Elio. Ad accompagnarlo in questo spettacolo irriverente alla scoperta dell’epoca futurista saranno Danilo Grassi, capomacchina e percussioni, Corrado Giuffredi, clarinetto; Giampaolo Bandini, chitarra; Enrico Fagone, contrabbasso; Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica.
A 100 anni dalla sua nascita è la musica che martedì 10 novembre celebrerà sul palco del teatro Giacosa il movimento Futurista con un viaggio esilarante e irriverente alla scoperta del futurismo tra canzoni originali, reperti d’epoca e letture semi-serie. A guidare tutto ciò non poteva che essere il musicista-cantante milanese Elio. Ad accompagnarlo in questo spettacolo irriverente alla scoperta dell’epoca futurista saranno Danilo Grassi, capomacchina e percussioni, Corrado Giuffredi, clarinetto; Giampaolo Bandini, chitarra; Enrico Fagone, contrabbasso; Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica.
Dieci canzoni con testi originali composti dallo stesso Elio e Piero Bodrato su musica originale di Nicola Campogrande racchiudono la prima parte dello spettacolo che mette in scena “La magnifica spedizione fu…turista da Milano a Marechiare per uccidere il chiaro di luna”. Si tratta della cronaca di un immaginario e fallimentare viaggio da Milano a Napoli, dove Marinetti, se non avesse sbagliato il calcolo delle fasi, avrebbe voluto scaricare qualche revolverata contro la luna. La seconda parte dello spettacolo presenta invece un’antologia di canzoni futuriste.
