Buone le vendite. Soddisfazione fra gli espositori

Si respira senza dubbio aria di soddisfazione, anche se i pareri non sono tutti concordi. Come al solito vendono molto i lavori di piccole dimensioni e dai prezzi contenuti. Con poco più di due euro era possibile portarsi a casa un fiore di legno.
Enrico Cavalieri
Cultura

Gnomi e folletti, fiori e cestini, opere d’intaglio e sculture, pizzi e merletti. Nei banchi della Fiera di Sant’Orso ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Si dice che comprare un oggetto, anche piccolo, nei giorni di Sant’Orso porti fortuna e, a quanto pare il piccolo rito scaramantico si è ripetuto anche quest’anno. Il guadagno, per gli artigiani, non è mancato. Perché, accanto al lato artistico, tradizionale e folcloristico nella Millenaria una componente importante l’ha pure quello economico. Si tratta di due giorni che tanto gli artigiani (sia hobbysti che professionisti), quanto i ristoratori cercano di far fruttare al meglio.

A metà della seconda giornata si può già tentare di fare un bilancio. Tra gli artigiani si respira senza dubbio aria di soddisfazione, anche se i pareri non sono tutti concordi. Come al solito vendono molto i lavori di piccole dimensioni e dai prezzi contenuti. Con poco più di due euro era possibile portarsi a casa un fiore di legno, un “evergreen” della Fiera. In piazza della cattedrale ha il banco Yvette Builett, venticinquenne di Introd che espone, oltre ai fiori, anche galletti e altri piccoli oggetti: “Già venerdì abbiamo venuto molto bene, in linea con gli altri anni. I fiori vanno sempre, ma quest’anno abbiamo venduto molti galletti e “cortecce intagliate”, pezzi anche abbastanza grossi”.

Liliana Gorret, di Villeneuve, da oltre 15 anni espone i suoi lavori di vannerie in piazza Chanoux. “Ho venduto tanto nella prima giornata. Cestini, soprattutto piccoli, sui 15 euro”. Un po’ più in la troviamo il marito, Silvio Marcati. Oggetti minuziosamente intagliati caratterizzano il suo banco. Rovesciata la situazione: “Ieri non ho praticamente incassato nulla. Oggi gli affari vanno meglio”.

“Tra le opere che vendo di più ci sono sicuramente i coltellini intagliati”, dice Siro Sismondi, venticinque anni di La Salle. “Il primo giorno ho venduto un po’ meno rispetto all’anno scorso, ma con la grande affluenza di oggi credo proprio di rifarmi”. Il lato economico non è però l’aspetto che lo interessa di più: “certo, guadagnare qualcosa fa piacere, ma la maggior parte degli hobbysti che espongono sono spinti soprattutto dalla passione per l’artigianato e dalla voglia di stare insieme”. Della stessa opinione è anche Enrico Cavalieri: “Lo faccio soprattutto per passione e piacere personale”.

Un discorso a parte va poi fatto per le opere di altre dimensioni. Statue maestose e imponenti. Delle vere e proprie opere d’arte degne di un museo. Mucche di legno talmente raffinate da sembrare vere e molto altro. Sculture alla portata di pochi, i cui prezzi seguono un tariffario a parte, quello dell’arte. Non si paga solo il materiale e il lavoro, ma anche il genio dell’artista che li produce. I mille euro, in questo caso, si superano con facilità, e per quelle più imponenti si arriva anche a molto di più.

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