“Delicatessen” chiude Unexpected Screenings ad Aosta tra cinema, vini locali e formaggi valdostani

“Delicatessen”, la commedia francese grottesca che venerdì 8 maggio, ha chiuso Unexpected Screenings, è stata una delle novità dell’edizione 2026 di The Party - Il cinema come non te lo hanno mai raccontato.
Unexpected Screenings
Cultura

Nel cuore dell’antico borgo della città di Aosta, uno spazio unico e caleidoscopico, normalmente dedicato ai bon vivant, ha ospitato ieri, venerdì 8 maggio, “Delicatessen”, ultima proiezione della nuova rassegna cinematografica Unexpected Screenings.

La commedia nera surreale di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, uscita nel 1991 e presto diventata un cult del cinema fantastico europeo, ha dialogato con la suggestiva architettura della bottega ErbaVoglio, in via Sant’Anselmo, offrendo agli spettatori un’esperienza unica. Gruppi di amici, coppie, giovani e anziani hanno così trascorso un piacevole venerdì sera sorseggiando buon vino, morbido e fruttato, e assaporando prodotti culinari della tradizione: fontina di Quart, Bleu d’Aoste e miele millefiori di Arnad.

Il bar à fromage è diventato la location ideale per raccontare la storia di un misterioso macellaio che attira, con annunci di lavoro, ignari inquilini in un palazzo abitato da personaggi eccentrici e affamati. Tra tubature scricchiolanti e appartamenti sospesi nasce una storia d’amore improbabile e poetica. L’immaginario eccentrico e materico del film trova uno straordinario dialogo tra gusto, ironia e sperimentazione, rendendo la visione un’esperienza immersiva e insolita.

Location suggestive e insolite per un nuovo format cinematografico

Storie che interagiscono con lo spazio che le accoglie e si intrecciano con degustazioni enogastronomiche dedicate: è questo l’obiettivo di Unexpected Screenings, rassegna che da quest’anno si inserisce nel più ampio progetto The Party – Il cinema come non te lo hanno mai raccontato. Le proiezioni, articolate tra marzo, aprile e maggio, vogliono esplorare nuove modalità di fruizione cinematografica, scegliendo spazi non convenzionali e trasformandoli in luoghi di racconto. Qui le storie incontrano l’architettura che le ospita e si accompagnano a percorsi enogastronomici pensati per amplificare suggestioni e atmosfere.

L’esordio di Jean-Pierre Jeunet in una cornice particolare

La pluripremiata commedia surreale racconta un futuro distopico e post-apocalittico. In una Francia in cui il cibo scarseggia e la carne umana è diventata merce di scambio, Clapet fa il macellaio e vive con la figlia nell’appartamento sopra il negozio. I suoi clienti sono i vari inquilini del palazzo, ghiotti di una carne che, però, è umana e proviene dai malcapitati tenuti prigionieri dal protagonista. L’ultimo arrivato è il clown Louison, che inizia a lavorare per il condominio in cambio di vitto e alloggio, inconsapevole del pericolo che si cela tra le mura dell’abitazione.

Presto Louison si innamora di Julie, la figlia di Clapet, che decide di salvarlo dalle grinfie del sadico padre chiedendo aiuto a una setta di vegetariani provenienti dal sottosuolo. La storia parla di cannibalismo, sopravvivenza, amore, ingenuità e brutalità. Tematiche incorniciate in un’estetica inconfondibile: atmosfere seppiate, invenzioni visive, meccanismi narrativi ben orchestrati e un umorismo nero che convive con la tenerezza.

Se il mondo grottesco e decrepito portato in scena risulta a tratti poco digeribile, anche a causa della moltitudine di storie raccontate, le pance degli spettatori sono state invece coccolate da un percorso enogastronomico pensato ad hoc per la proiezione. La bottega ErbaVoglio ha infatti preparato un tagliere ricco di prodotti locali, formaggi, miele e pane, il tutto accompagnato da un buon calice di vino. L’immaginario mostruoso della trama, che rischia di appesantire lo sguardo, è stato così bilanciato da una degustazione gastronomica unica e piacevole.

Una nuova proposta cinematografica di successo

La rassegna Unexpected Screenings si colloca all’interno di The Party – Il cinema come non te lo hanno mai raccontato, progetto di Lock Neck Doc, curato da Alessandro Stevanon, realizzato con il contributo della Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con Plus Aosta, Comune di Aosta, Film Commission Vallée d’Aoste, Cactus Industry Forum e Adcom srl.

di Beatrice Somaglia

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