A settant’anni dalla morte, Emile Chanoux resta protagonista del dibattito politico, storico e culturale valdostano e non solo. La fondazione intitolata a suo nome ha presentato lo scorso sabato, al palazzo regionale, uno strumento molto utile per tutti coloro che si vogliono accostare alla sua figura: la bibliografia on-line dell’attivista politico valdostano. Una serie di documenti, consultabili dal sito della Fondazione, che non hanno, appositamente, la pretesa di essere esaustivi e di esaurire l’argomento: sarebbe impossibile, considerata la mole di documentazione che continua ad emergere da archivi di ogni genere. Il sito sarà quindi costantemente aggiornato, e arricchito di contributi e ricerche.
“Questa sezione del sito – ha spiegato Alessandro Celi, presidente della Fondazione Emile Chanoux – presenterà un repertorio bibliografico e archivistico che è la sintesi di un lavoro di équipe, fatto raro in un contesto che troppo spesso deve fare i conti con le gelosie tra colleghi. Quella di Chanoux è una storia che ha molto da dire, e che non abbiamo certo finito di raccontare”.
Alla presentazione del sito, moderata dal professor Gheda dell’Univda, ha partecipato anche il docente di storia delle istituzioni politiche all’università Lumsa di Roma Francesco Bonini, che ha sottolineato come Chanoux, nei suoi scritti, parli letteralmente di “comunità europea”, una struttura che secondo il pensatore federalista non può prescindere dalle cellule locali, e da nucleo base della società, che identificava nel villaggio.
Questo strumento di indagine e di ricerca a disposizione del pubblico si concentrerà in particolare su 5 aspetti: i rapporti con l’antifascismo torinese e con i nostalgici della monarchia sabauda, le fonti federaliste e l’importanza di Chanoux come teorico del federalismo, i suoi rapporti con la chiesa cattolica, l’analisi degli archivi internazionali e il dopo-Chanoux, ovvero l’archivio della Mission Mont-Blanc, il movimento annessionista.
Per evidenziare la necessità di munirsi di un punto di riferimento, Celi ha presentato alcuni esempi clamorosi di fonti primarie e secondarie che, nel riportare dati sulla vita di Chanoux o sulle circostanze della sua morte, si contraddicono tra loro.
Ad esempio, il trasferimento in Francia per il servizio militare, che a seconda di chi scrive è avvenuto nel ’39, nel ’40 oppure nel ’41, e si è svolto a Chambéry per alcuni storici, o a Mentone per altri. Attraverso l’analisi e il confronto tra la documentazione dell’esercito, le lettere spedite dallo stesso Chanoux e altri documenti, è invece possibile, incrociando i dati, fare finalmente chiarezza.
- Aosta
- di Christian Diémoz
