Il primo visitatore è stato decisamente illustre: Giorgio Napolitano, venerdì mattina, ha scoperto in anteprima la mostra la mostra "La Vallée d’Aoste sur la scene. Cartografia e arte del governo, 1680-1860", allestita presso il museo archeologico di Aosta nell’ambito delle iniziative per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia. Questo pomeriggio, alle 18,00, l’esposizione sarà visitabile dal pubblico.
La mostra consiste in una serie di mappe e carte disegnate ad acquerello ed inchiostro su carta o tela, tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo e rappresentanti la Valle d’Aosta, a testimonianza dell’interesse che Casa Savoia ha sempre tributato a quest’angolo di Alpi. La possibilità di stabilire con precisione l’ubicazione di villaggi, boschi miniere, acque, passi, colli e strade, infatti, è sempre stata cruciale per il governo di un territorio.
Ad aprire il percorso della mostra sono due opere di grande fama e pregio, che fino all’ottocento, e per più di un secolo, rappresentarono un punto di riferimento indispensabile: si tratta della Carta generale degli stati di Sua Altezza Reale, di Tomaso Borgonio, del 1680, e della sua versione del 1772, riveduta da Giacomo Stagnone. Le due mappe sono presentate al pubblico assieme alle matrici originali da cui furono ricavate.
La mostra è suddivisa in più aree tematiche, a ciascuna delle quali è dedicata una sala: dalle acque alle miniere, dalla difesa ai confini, diversi aspetti del territorio valdostano vengono messi in luce attraverso la rappresentazione che ne è stata fatta in un’epoca in cui la tecnologia satellitare non veniva certo in aiuto ai cartografi. Gran parte delle carte in esposizione ad Aosta sono manoscritti provenienti dalla sezione di Corte dell’Archivio di Stato di Torino.
