“La conoscenza di più lingue, comprese le lingue dette minoritarie, rappresenta una ricchezza dal punto di vista culturale e, allo stesso tempo, un valore aggiunto per le relazioni interpersonali”. Così l’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura in occasione della presentazione della nuova sessione 2009-2010 dell’
Ecole populaire de patois che riparte con i corsi serali di espressione orale (tre livelli per 20 settimane ciascuno) , i corsi di grafia e di riflessione sulla lingua (durata 16-20 settimane) i corsi di teatro riservati alle persone che abbiano già seguito dei corsi dell’Ecole, oltre a tre fine settimana di full immersion con i
“Bains de langue”. Quest’ultima iniziativa dopo una prima fase sperimentale va ora a regime proponendo tre stages intensivi della durata di un week end: dal 13 al 15 novembre ad Arnad, dal 26 al 28 febbraio a Saint-Oyen e dal 28 al 30 maggio a Valgrisenche. “
Si tratta di un progetto che diventa organico – ha spiegato Viérin –
e che oltre ad approfondire il patois diventa veicolo di civilisation valdotaine e dunque di conoscenza del territorio e del contesto nel quale si svolgono gli stages”. Le iscrizioni ai “Bains de Langue” scadranno rispettivamente il 19 ottobre 2009 per Arnad, il 22 gennaio 2010 per Saint-Oyen e il 23 aprile per Valgrisenche. La scadenza per iscriversi ai corsi dell’Ecole populaire è prevista per il 10 ottobre.
“Il patois diventa anche elemento di integrazione – ha aggiunto Viérin – ecco perché puntiamo sui giovani attraverso i corsi di teatro. Una soluzione questa il cui successo parla da solo: nel 2006 si sono avuti 121 iscritti, nel 2007 si è passati a 165 e nel 2008 si è toccata quota 230”.
“Sia chiaro che non vogliamo presentare il patois come un’imposizione – ha voluto precisare Viérin – ma come un’opportunità linguistica. Il patois sarà insegnato nelle scuole fuori dall’orario scolastico, sarà facoltativo e saranno insegnanti appositamente formati e preparati a seguire le lezioni”. Precisazione voluta per chiarire che il patois non entra in competizione con altre lingue. “La posizione è chiara cos’ come la norma che passerà al vaglio della Commissione Paritetica – ha aggiunto l’assessore – ogni istituzione scolastica potrà attivare corsi di patois qualora si raggiunga una certa percentuale di adesioni, anche tra istituzioni in rete”.