I dissacranti Elii incantano il pubblico aostano

Il Teatro romano accoglie la band più ironica e amata di sempre, capace di coniugare creatività, humour, spessore tecnico e presenza scenica. In scaletta, successi recenti, cavalli di battaglia e perfino "instant song" suonate a Parla con me.
Elio e le Storie tese
Cultura

Una band “oltre”. E’ il primo pensiero a caldo dopo la sfavillante performance di Elio e le Storie Tese sabato scorso al Teatro Romano per Aosta Classica. Creatività, humor, spessore tecnico e presenza scenica è l’esplosivo mix di ingredienti che fa degli “Elii” una delle band più importanti degli ultimi 30 anni in Italia.

Il gruppo si presenta sul palco in perfetto orario, Elio vestito da marajà, aprendo il concerto con una lunga suite strumentale in stile Genesis. Subito dopo è la volta del complesso brano “Pagano”, con l’entrata in scena del mitico Mangoni nelle vesti di Zeus che scaglia fulmini sui musicisti. Più che una mascotte del gruppo, Mangoni si rivela un vero e proprio artista visivo, un instancabile trasformista capace di conferire alla band ulteriore dinamicità ed estro, ed inoltre, come dice Elio, “di prendere ben 1068 voti alle recenti elezioni comunali di Milano” dopo essersi presentato nella lista Federazione della Sinistra.

La band, in virtù anche del successo degli “instant songs”, brani scritti di getto e portati alla ribalta dalla trasmissione di Raitre “Parla con me”, lancia durante la serata molte frecciate alla politica italiana, partendo dalla sferzante sostituzione in Servi della gleba della frase originale “mi è entrata una bruschetta nell’occhio” con “mi è entrata una statuetta del Duomo in bocca”, fino ad un’accesa interpretazione dell’ormai celebre Bunga bunga, cover di Waka waka di Shakira.

Oltre ad essere ironica e divertente, Elio e le Storie Tese si dimostra ancora una volta una band dall’enorme spessore tecnico, capace di visitare tutti i generi musicali con passaggi in scioltezza dal rock alla dance, dal samba all’opera, grazie all’apporto di musicisti di livello internazionale: Nicola “Faso” Fasani al basso, Davide “Cesareo” Civaschi alla chitarra, il batterista Christian Meyer, i tastieristi Sergio Conforti noto come “Rocco Tanica” e Antonello “Jantoman” Aguzzi, nonché Paola Folli, strabiliante voce solista e corista.

Le canzoni che li hanno resi famosi sono proposte con straordinaria intensità, per la gioia irrefrenabile del pubblico: in rapida successione “Il vitello dai piedi di balsa” (“una storia vera ambientata nei boschi di quella montagna” dice Elio indicando la Becca di Viou), “Born to be Abramo”, “El pube”, “Servi della gleba, “Parco Sempione”, brano contro gli speculatori edilizi a Milano e “Rock ‘n’ Roll”, dove Elio, che impersonifica il rock ‘n’ roll, aggredisce il povero Mangoni vestito da re. Dopo oltre due ore di concerto ed esilaranti siparietti, la serata si chiude sulle note del celebre brano “Tapparella”, con il pubblico in piedi ad intonare il coro di “Forza panino”. Poi una sorta di silenzio, con gli spettatori in bilico tra entusiasmo e incredulità. 

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