“Vorrei che dopo un mio spettacolo tutti si sentissero un po’ meno soli, un po’ più allegri, un po’ più forti, vorrei abbracciarli tutti. La risata è un abbraccio, un bisogno che ci sarà sempre”. E’ l‘auspicio di Antonio Albanese attore e comico che negli anni abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Così dopo lo spettacolo dei “Frères Saloche” della scorsa settimana si continua a ridere al Teatro Splendor di Aosta nell’ambito della Saison Culturelle 2013-2014.
I personaggi di Albanese, frutto della sua inesauribile verve e fantasia, sono entrati nelle nostre case attraverso la tv, il cinema e il teatro. E proprio quest’ultima declinazione della sua attività va in scena allo Splendor il 5 e 6 marzo, con uno spettacolo che è la summa dei suoi spettacoli teatrali, un recital scritto da Albanese insieme a Michele Serra per la regia di Giampiero Solari, per raccontare un mondo popolato da personaggi tipici del nostro tempo, dal pensiero contemporaneo e paradossale.
“Epifanio, l’Ottimista, il Sommelier,Cetto Laqualunque, Alex Drastico e Perego, maschere e insieme prototipi della nostra società – descrive la nota dello spettacolo – visi conosciuti che si ritrovano nel vicino di casa, nell’amico del cuore, in noi stessi. Lo spettacolo riunisce alcuni tra i volti creati da Antonio Albanese: dall’immigrato che non riesce a inserirsi al Nord, all’imprenditore che lavora 16 ore al giorno, dal sommelier serafico nel decantare il vino, al candidato politico poco onesto, dal visionario Ottimista “abitante di un mondo perfetto” al tenero Epifanio e i suoi sogni internazionali”.
Una galleria di anti-eroi che svelano un mondo fatto di ossessioni, paure, deliri di onnipotenza e scorciatoie, ma dove alla fine anche la poesia trova posto. Un recital che racconta, con corrosiva comicità e ritmo serrato, un mondo popolato da personaggi tipici del nostro tempo, interpretati con dirompente fisicità.
