“Joà de Noutra tera”: la nuova mostra di Thoux è un salto tra giochi antichi e moderni

Inaugurata l’esposizione “Joà de Noutra tera. Jeux traditionnels en Vallée d’Aoste” alla Chiesa di San Lorenzo. Trenta pannelli regalano al pubblico un nuovo capitolo scultoreo di Giovanni Thoux dedicato ai giochi di tradizione locale e alpina.
Giovanni Toux - Ph. Samuel Giudice
Cultura

Giovanni Thoux, tra gli interpreti più significativi dell’artigianato di tradizione locale, mantiene fede con l’esposizione “Joà de Noutra tera. Jeux traditionnels en Vallée d’Aoste” ad un’impostazione di lavoro che lo ha visto già realizzare in passato suggestive e imponenti serie tematiche quali “Le leggende valdostane scavate nel legno”, “Costumi valdostani scavati nel legno”, dalla “Bibbia all’anno 2000” e “Les carnavals valdotains”.

Questa volta il suo sguardo e il suo scalpello si sono posati sul tema del gioco, filone che accompagna la vita dell’uomo dalla tenera età a quella più matura, attraverso un lavoro che lo ha impegnato sei anni e che è stato celebrato con l’inaugurazione della mostra monotematica di mercoledì 30 marzo, presso la Chiesa di San Lorenzo ad Aosta, sede divenuta vero e proprio tempio dell’artigianato.

La visione del gioco proposta da Thoux, declinata nei 30 bassorilievi policromi in pino cembro, affascina e rapisce per i dettagli e per le prospettive scolpite nella materia, arricchita dalla sua personalissima tecnica di colorazione del legno che, anche in questa occasione ,accentua e valorizza l’opera nel suo insieme.

Questo nuovo capitolo, tra cultura locale e una visione più a largo raggio sull’arco alpino e sul passato, declina giochi tradizionali più noti a giochi più antichi. I luoghi che incorniciano le scene sono però tutti valdostani e legati alla diffusione dei giochi stessi: tsan, rebatta, fiolet, petanque, morra, belote si alternano a giochi del passato, oggi poco più che memorie, quali quelli raffigurati nelle opere “Alla ricerca della Truie perduta”, “I birilli”, “L’antica rouletta è ancora in cammino” e tante altre. Non mancano giochi che arrivano da un viaggio nel tempo ancora più lungo come in “lottatori leggendari”.

Allo sguardo del visitatore i giochi prendono vita grazie alla mano e allo scalpello di Thoux che donano movimento e dinamicità alle scene e ai protagonisti. Le venature del legno creano poi vortici che in alcune opere richiamano l’occhio sull’area di gioco: un esempio nelle opere “Piccole grandi mucche”, “Alla ricerca della Truie Perduta” o ancora “La pétanque” e “Il lungo volo della rebatta”.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue italiano-francese, che contiene testi di carattere storico dedicati ai giochi e a tante curiosità, redatti da Pierino Daudry, con taglio scientifico e allo stesso tempo ironico. Giovanni Thoux, attraverso questa esposizione, ci riconduce ad una dimensione ludica tanto forte da riuscire a scolpire sorrisi compiaciuti anche sui volti dei visitatori.

La mostra, ad ingresso gratuito, è aperta fino al 26 giugno 2011, dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Chiusa il lunedì,

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