Nuovi luoghi, nuove proposte, un nuovo calendario, ma la filosofia di sempre. Tra l’alta e la bassa Valle torna per la nona edizione la rassegna culturale Le marmotte non dormono, con dodici appuntamenti pensati per coinvolgere un pubblico variegato alla scoperta di borghi e scorci di natura nel contesto valdostano.
Lo spirito che guida il festival, organizzato dal Teatro Instabile di Aosta nel contesto del progetto TempoLungo, con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, di Fondazione CRT, della cooperativa Montessori in Valle e dei comuni interessati, è infatti proprio quello di sperimentare e sostenere un’idea di offerta culturale, artistica e turistica che abbia un impatto ambientale minimo, pensata e realizzata con un dispendio limitato di risorse energetiche e tecniche, con installazioni leggere e poco energivore, che si inseriscano con eleganza e minimalismo nelle suggestive cornici naturali o dei piccoli borghi che aderiscono alla rassegna.
Quest’anno Le marmotte non dormono inizierà con una sorta di “antipasto”, in programma il 12 luglio alle 10 e alle 15 a Rhêmes-Notre-Dame. Qui, da Chanavey al Lago Pellaud, andrà in scena “Disloc Actions”, prodotto dalla Cie Les 3 plumes: una passeggiata coreografica a tappe, in cui ad ogni stazione gli spettatori potranno assistere ad una performance, lasciandosi sorprendere dall’insolito e dall’inaspettato, in un connubio puro tra natura e arte. Il sentiero è accessibile da Chanavey al Bruil per le carrozzine. Per prenotazioni, contattare il Gal Valle d’Aosta al numero 3279767913.
Dopo questo primo assaggio, il festival tornerà ad agosto con un calendario intenso. Il primo appuntamento è il 5 agosto a Gressan, con il laboratorio per bambini “Mômes et chiots”, con la collaborazione di Montessori in Valle (prenotazioni www.montessoriinvalle.it). Il laboratorio verrà riproposto anche il 10 agosto ad Arvier (prenotazioni obbligatorie: biblioteca di Arvier 0165 99279 / biblioteca@comune.arvier.ao.it o via WhatsApp al 3208529988), il 16 a Verrogne a Saint-Pierre (prenotazioni obbligatorie via WhatsApp al 3283986434), il 18 a Brusson (prenotazioni obbligatorie: Comune di Brusson info@comune.brusson.ao.it o Biblioteca Comunale 0125 301004) e il 19 ancora a Gressan.
Dopo i laboratori del 16 agosto a Verrogne e del 18 a Brusson andrà in scena “Playlist”, uno spazio scenico essenziale che si trasforma in un jukebox vivente, in cui Alessia Pinto, sola sul palco, attraversa epoche, stili e immaginari guidata dalla musica, diventando una donna di volta in volta diversa a seconda della colonna sonora, che spazia da Mina a Brassens a David Bowie.
In collaborazione con PM Promotion è invece l’appuntamento del 7 agosto all’Auditorium Monterosa Spa di Champoluc, ad Ayas, dove Marco Chenevier, accompagnato dal violoncello di Serena Costenaro e dalle parole di Erri de Luca, si confronterà con la musica classica in “Bach Sonate e Danzate / Contrappunti verticali”. In un’ascesa poetica verso l’alto, in cui la montagna diventa spazio simbolico di elevazione, di fatica, di sfida e di possibilità, le fughe, i preludi e le suite di Bach guidano il corpo di Chenevier in un cammino fatto di respiro, gravità e ascesa verso la vetta.
Le leggende ed i racconti della tradizione valdostana sono al centro di “C’era una volta…e c’è ancora”, in programma il 9 agosto all’area verde di Gressan, il 21 all’antica fonderia di Villeneuve e il 31 – evento conclusivo del festival – al Lago di Lot a Emarèse, conosciuto anche come il “lago Fantasma”. In un gioco di complicità e fantasia, Marco Chenevier, Claudine Chenuil e Guillaume Comé coinvolgeranno il pubblico in un’esperienza teatrale unica per costruire insieme uno spettacolo di volta in volta unico.
“Le marmotte non dormono nasce dal desiderio di portare l’arte dove il paesaggio, le persone e le comunità diventano parte integrante dell’esperienza – dicono in una nota i direttori generali del festival, Marco Chenevier, Alessia Pinto e Francesca d’Apolito –. Crediamo in una cultura diffusa, capace di raggiungere i piccoli borghi della Valle d’Aosta con leggerezza, rispetto e curiosità. Ogni spettacolo è un invito a rallentare, a guardare il territorio con occhi nuovi e a costruire occasioni di incontro autentico tra artisti, abitanti e visitatori. Per noi il festival è un modo di abitare il paesaggio attraverso la creatività, valorizzandone la bellezza senza alterarne l’equilibrio”.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito web della rassegna, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram.




