L’apertura del parco archeologico di Saint-Martin slitta al 2016

Ad annunciarlo è stato oggi l'Assessore regionale alla Cultura, Emily Rini. I lavori del parco archeologico di Saint-Martin devono essere terminati entro il dicembre 2015, pena la perdita di 6 mln di euro di finanziamenti Ue.
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Slitta ad inizio del 2016 l’apertura del parco archeologico di Saint-Martin. Ad annunciarlo è stato oggi l’Assessore regionale alla Cultura, Emily Rini, durante i lavori del Consiglio regionale.

I lavori del parco archeologico di Saint-Martin devono essere terminati entro il dicembre 2015, pena la perdita di 6 milioni di euro di finanziamenti europei.

"Questa è l’ennesima grande opera che se finirà ci costerà 40 milioni di euro più 3 milioni annui per la gestione, al netto delle entrate – ha ricordato Alberto Bertin – E’ una struttura ingombrante e di difficile gestione che se non verrà gestita in modo oculato rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel desterto per le casse pubbliche". 

Nel marzo scorso la Giunta regionale aveva deciso di recedere dal contratto con il Consorzio Cooperative Costruzioni con sede in Bologna, l’impresa che nel lontano 2005 si era aggiudicata i lavori per il secondo e ultimo lotto dell’Area megalitica per oltre 14 milioni di euro. La decisione è arrivata dopo che la società nel dicembre del 2013 si è rifiutata di eseguire, come si legge nel provvedimento “gli interventi necessari ed indispensabili per la conservazione, integrità e collaudo dell’opera, previsti in una perizia di variante tecnica, senza aumento dell’importo del contratto stipulato”.

I lavori per l’allestimento del primo lotto nell’area nord del Parco sono stati vinti dall’Ati composta dal gruppo Fallani, dalla valdostana Caruso e dall’Alpha Legno. Il progetto interessa un’area di scavo archeologico di circa 10mila metri quadrati e prevede la copertura con un’unica navata continua, posta a cavallo della strada comunale di Saint-Martin della zona archeologica preistorica, un museo di 4200 metri quadrati a corollario dell’area precedente, un’area destinata a centro studi e documentazione sul megalitismo alpino, una sala civica destinata alle attività libere del quartiere, gestita in accordo con il Comune di Aosta e una sala conferenza per spettacoli, riunioni e attività didattiche. Sulla piazza, si affaccieranno strutture commerciali attinenti al benessere della persona mentre sulla proiezione degli stessi, ma a un piano più basso, saranno inseriti una libreria, una caffetteria e una sala di consultazioni.

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