“Maggio Arte Aosta” intraprende un viaggio nella pittura femminile dal Medioevo ad oggi

L'iniziativa, organizzata dall'Assessorato regionale dell'Istruzione e cultura, in collaborazione con l'Associazione Artisti Valdostani si terrà nei mercoledì del 5, 12 e del 19 maggio alle ore 21.
Cultura

La pittura al femminile dal Medioevo fino ai nostri giorni è il tema dei primi due incontri della decima edizione di "Maggio Arte Aosta", il ciclo di serate dibattito sull'arte che saranno protagoniste nel corso di tre appuntamenti del mese di maggio alla biblioteca regionale di Aosta.  L'iniziativa, organizzata dall'Assessorato regionale dell'Istruzione e cultura, in collaborazione con l'Associazione Artisti Valdostani si terrà nei mercoledì del 5, 12 e del 19 maggio alle ore 21.

A raccontare la pittura al femminile, il 5 maggio, dal Medioevo alla fine del Settecento, sarà il professor Gianni Bertolotto, storico dell'arte, insegnante di ruolo e titolare della cattedra di Storia dell'arte e del territorio presso la sezione sperimentale E.R.I.C.A. dell'Istituto R. Luxemburg di Torino. Il fenomeno delle donne che fanno arte in occidente ha radici antiche e, nel corso della serata, si cercherà di indagare e di portare alla luce una realtà per tanto tempo lasciata, forse volutamente, nell'oblio da una disciplina prevalentemente declinata al maschile. Bertolotto il 12 maggio affronterà la pittura femminile dall'Ottocento ai nostri giorni attraverso artiste come Eva Gonzales, Berthe Morisot, Camille Claudel, Evangelina Alciati, Sonia Delaunay, Bice Lazzari, Tamara de Lempicka, Frida Kalho, Carol Rama. Nel corso dell'incontro, saranno presi in esame il dilemma arte/vita, il ruolo egemone dei mariti-compagni artisti, il confronto con la modernità, le avanguardie storiche e la contemporaneità nel rapporto con una visione diversa e particolare del fare arte.

A chiudere il ciclo di incontri sarà il 19 maggio il professor Alberto Cottino, Storico dell'Arte – Università di Ravenna, con una serata sul tema Luce e realtà nella pittura. Da Foppa a Caravaggio. Cottino dimostrerà come la cultura di Michelangelo Merisi da Caravaggio affondi in una tradizione che in Lombardia si può individuare fin dalla seconda metà del ‘400, con la particolare qualità della luce proposta da Vincenzo Foppa.

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