Cultura e spettacolo

Ultima modifica: 9 Ottobre 2019 14:19

Mostre, al Mar arriva “Carlo Fornara e il Divisionismo”

Aosta - Il Museo Archeologico di Aosta ospiterà il ricco percorso in 80 opere tra dipinti, disegni e grafiche del pittore piemontese che verrà inaugurato venerdì 25 ottobre alle 18.

Carlo Fornara Le lavandaieCarlo Fornara, "Le lavandaie"

Sarà il Mar, il Museo archeologico regionale di piazza Roncas, ad Aosta, la sede che ospiterà la mostra “Carlo Fornara e il Divisionismo”, ricco percorso in 80 opere tra dipinti, disegni e grafiche del pittore piemontese che verrà inaugurato venerdì 25 ottobre alle 18.

Fornara (1871-1968) sta riacquistando il ruolo di primissimo piano che ebbe nell’arte italiana ed europea a cavallo tra Otto e Novecento e la mostra aostana lo evidenzia facendo cadere la percezione di un autore visto troppo spesso nella riduttiva veste di imitatore del grande Giovanni Segantini, del quale fu assistente nell’estate 1898, e dal quale imparò la lezione –  scomparso tredici mesi più tardi – che non ne spiega né l’adesione al Divisionismo né l’evoluzione del suo originale percorso di artista.

L’esposizione di Aosta giunge a completamento delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Fornara, aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola.

La mostra, prima rassegna monografica in Valle d’Aosta dedicata al pittore piemontese, è focalizzata sui due decenni cruciali della parabola di Fornara, l’ultimo dell’Ottocento e il primo del Novecento, ed esamina la stagione più intensa della sua produzione, in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia.

Il periodo simbolista di Fornara, oltre al capolavoro “L’Aquilone”, è qui rappresentato da “Laleggendaalpina e da due studi a olio, mentre nella sezione dei disegni, alcuni fogli di grande formato, come il manifesto stradale del Sempione e “Allegoria dei monti, raccontano di un’esperienza che più tardi l’autore preferì occultare.

Chiusa la parentesi simbolista, il primo decennio del Novecento è segnato da una ricerca di obiettività verso la natura, spoglia dell’espressionismo che aveva dominato le stagioni tra la fine dell’apprendistato vigezzino e la maturazione divisionista che, con En plein air, anticipa di alcuni mesi l’incontro con Segantini.

Anni che Fornara dedica alla sua terra, la Val Vigezzo, fonte iconografica primaria, e che raramente l’autore ha lasciato per dedicarsi all’esplorazione.

Come si evidenzia dal breve carteggio con Pellizza da Volpedo e dalle lettere di Morbelli, Carlo Fornara, malgrado anagraficamente più giovane, fu un Divisionista della prima ora. La sua tecnica rivela un’empirica divisione del tono, anteriore al fondamentale incontro con Segantini per il “Panorama di Saint-Moritz. Dopo di che, l’uso dei colori puri o semi-puri e delle pennellate giustapposte si arricchisce con la pratica segantiniana dell’aggiunta di metalli, oro e argento fusi all’impasto fresco.

Riguardo allo studio sulla tecnica di Fornara, la mostra segna un passo avanti anche dal punto di vista delle indagini scientifiche: il complesso modus del pittore era rimasto unico fra quelli dei divisionisti a non essere stato oggetto di una diagnostica completa, sino ad oggi.

Grazie alla collaborazione della Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., che da due anni porta avanti un progetto di studio diagnostico di artisti italiani fra il XVI e il XIX secolo, la mostra di Aosta ha dato l’occasione per l’analisi di cinque opere chiave: “Le lavandaie”, L’Aquilone”,” Chiara pace”,” Luce e ombre”, “Fine d’autunno in Valle Maggia”.

Il rilevamento dei dati diagnostici è stato affidato a Thierry Radelet, esperto di fama internazionale, e i risultati sono presentati nel catalogo della mostra.

Il biglietto intero ha il costo di 6 euro, ridotto 4. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni.

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