"Faites du bruit!" Il titolo della canzone con cui Naïf ha sfondato in Francia si adatta bene al palco aostano. Il pubblico di casa è visibilmente affezionato a Christine Hérin, in arte Naïf, tornata a cantare ad Aosta dopo tanto tempo, ospite della rassegna musicale di Babel, il festival della parola. Ventinove anni, un album, il quarto, appena uscito, “Le civette sul comò”, Naïf è stata a giusto titolo definita un animale dal palcoscenico.
Accompagnata da Momo, alla batteria, e da Manouche, alla chitarra, ha imbracciato il basso elettrico e ha scaldato la platea con brani famosi e meno famosi, in italiano e in francese. Il bilinguismo è uno dei suoi punti di forza, ed è al centro della sua ricerca artistica. “Adesso che ho qualche anno in più ne sono più cosciente” ha spiegato prima di salire sul palco. “Il mestiere dell’artista e del musicista è quello di cercare continuamente di spingersi oltre. Quello che sto cercando di fare è trovare una sonorità che unisca la canzone italiana e quella francese. Il legame c’è, è sempre esistito, a me piacerebbe semplicemente riportarlo in auge, rivestendolo di una sonorità più pop, in modo che sia agli italiani che i francesi possano dire: caspita, mi piace questo stile europeo!”
A giudicare dai testi, la cantautrice, originaria di Vignil, frazione di Quart, non ha perso il gusto dei piccoli aneddoti, delle storie semplici, delle parole in libertà, della leggerezza applicata a temi importanti, il tutto abbinato a suoni e ritmi frutto di una ricerca personale, ma anche di esperienze e stimoli importanti, vissuti collaborando con artisti internazionali, come il sassofonista Maceo Parker, Lauryn Hill, Tommy Barbarella, tastierista di Stevie Wonder e Prince, e Paola Turci. Ora come ora il suo successo è legato principalmente alla Francia, che l’anno scorso l’ha scoperta anche grazie alla partecipazione a vari programmi musicali televisivi.
