Nel trentennale della morte una mattinata con le scuole allo Splendor per celebrare Primo Levi

L'iniziativa - proposta dall'Istituto storico della Resistenza - si terrà martedì 24 gennaio dalle 8.30 alle 13.00 e sarà un momento per riflettere sul grande scrittore torinese morto nel 1987 attraverso una pluralità di linguaggi artistici.
Cultura

Per parlare di Primo Levi, delle sue opere e della sua vicenda esistenziale nel trentennale della sua morte, l'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta propone, per martedì 24 gennaio 2017 dalle ore 8.30 alle ore 13.00 una mattinata di studi dedicata alla figura e all'opera del grande scrittore torinese.

Un'iniziativa – in collaborazione con la Presidenza della regione e l'assessorato Istruzione e Cultura – per riflettere sui temi ricorrenti e gli aspetti profondi che caratterizzano l'animo ed il comportamento umano attraverso una pluralità di linguaggi artistici, in un'esplorazione dinamica e poliedrica di Levi tra memoria e scrittura.

Interverranno Fabio Levi, Direttore del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino e professore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino; Mario Barenghi, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Milano Bicocca e autore del libro 'Perché crediamo a Primo Levi?' e Pietro Scarnera, autore della Graphic novel 'Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi'.

Porteranno i saluti istituzionali il Presidente della Regione Augusto Rollandin e l'Assessore all’Istruzione e Cultura Emily Rini. Modereranno i lavori Daria Pulz, Direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, e Simona D'Agostino, responsabile della didattica dell’ISRVdA. Verrà proiettato il video sul viaggio ad Auschwitz – Birkenau realizzato nell’anno scolastico 2015/16 e lanciato il concorso regionale 2017 sui temi della scelta e della responsabilità. Gli attori Barbara Caviglia e Andrea Damarco interpreteranno testi scelti di Primo Levi.

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