Nuovi dettagli sul guerriero celtico: spunta un lignaggio germanico

A snocciolare le ultime scoperte è stato l'Assessore regionale ai Beni culturali, Jean-Pierre Guichardaz.
Il guerriero celtico ritrovato durante gli scavi
Cultura

In attesa di poterlo vedere dal vivo, nel sito che verrà realizzato nell’ambito dei lavori di ampliamento dell’Ospedale Parini di Aosta, il guerriero celtico svela ulteriori dettagli su se stesso. A snocciolare le ultime scoperte è stato l’Assessore regionale ai Beni culturali, rispondendo ad un’iniziativa della Lega VdA.

Le molte analisi scientifiche effettuate da diversi specialisti hanno permesso di scoprire come lo scheletro, conservato presso il laboratorio di restauro della Soprintendenza, appartenga ad un uomo adulto, morto all’età di circa 30/40 anni per cause naturali, alto circa 1.74 m e di costituzione robusta. “Il viaggiatore”, come è stato soprannominato, soffriva di artrosi vertebrale, soprattutto lombare, e di un disallineamento della colonna vertebrale con rotazione verso l’esterno. Le analisi al Carbonio 14 riportano una data calibrata al 627 a.C.

Le analisi archeobotaniche e polliniche sui sedimenti di terreno raccolte all’interno della camera funeraria intorno al corpo hanno permesso agli studiosi di ricostruire  l’ambiente nel quale l’uomo ha vissuto, caratterizzato dalla presenza di boschi di betulacee (betulle e ontani), di pini silvestri e querce e di coltivazioni di cereali (farro). “Nel terreno vicino alla mano sinistra è stato individuato l’unico campione di polline appartenente alla famiglia delle Liliacee”.

La dieta dell’uomo era ad alto contenuto proteico, come ricostruito attraverso le analisi degli isotopi dello Stronzio radioattivo (87Sr / 86Sr). Si nutriva in particolare di carne, latte e derivati. “Le concentrazioni di metalli bio-essenziali sono compatibili con valori di individui sani moderni e, al contrario, non sono state riscontrate alterazioni da elementi tossici (piombo e mercurio).” Non è stata trovata dagli studiosi nessuna traccia, inoltre, di carie o tartaro nella dentatura. 

Altri elementi forniti dalle analisi chimiche sullo Stronzio riguardano il fatto che l’individuo si è spostato dal luogo dove è nato a un altro luogo in un’età compresa tra i 7 e i 16 anni. Dopo i 16 anni è arrivato ad Aosta, dove è morto. “Tuttavia la mancanza di valori di riferimento dei rapporti isotopici dello Stronzio nell’areale di Aosta non permette di indicare se sia nato ad Aosta, in una località vicina o in una località distante”.

L’analisi del Dna antico, tutt’ora in corso, ha per ora permesso di ipotizzare l’appartenenza del guerriero celtico “all’aplogruppo mitocondriale H5d” e una corrispondenza del suo Dna per linea materna con un individuo sepolto nel sito di Kleinaitingen-Gewerbegebiet Nord, in Germania.

Il guerriero celtico in futuro potrà essere ammirato nel sito archeologico che verrà realizzato all’interno dell’Ospedale, di cui la Soprintendenza ha già approvato, in via preliminare, una bozza di progetto. Lo scheletro, in particolare, sarà ricollocato  all’interno della sua tomba nel tumulo. “Deve restare, e resterà, là dove è stato pensato e costruito quasi 2650 anni fa – ha ribadito in aula l’Assessore Guichardaz –  e sarà valorizzato all’interno del nuovo Ospedale”.

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