Presentazione del paliotto della cappella di Bellun restaurato

L’appuntamento, per scoprire la storia del prezioso manufatto, è alle 17.30 di martedì 30 giugno, nella chiesa di Saint-Maurice, a Sarre. Il paliotto in velluto giardino rivestiva la parte anteriore della cappella e risale al XVII secolo.
La Cappella di Bellun da cui proviene il paliotto
Cultura

Se alcuni tessuti raccontano delle storie, quella del paliotto in velluto giardino della cappella di Bellun sarà possibile scoprirla dopodomani, martedì 30 giugno, alle 17.30, nella chiesa di Saint-Maurice, a Sarre. Il prezioso manufatto è stato sottoposto ad un intervento di restauro promosso dall’associazione Sarre2Mila8 con il sostegno economico del Consiglio Valle, del Comune di Sarre, della Bcc Valdostana e di Cva.

Il paliotto un tempo rivestiva la parte anteriore della cappella e risale al XVII secolo. E’ realizzato in un raro tessuto di origine genovese, assemblando alcuni scarti dell’antico ambito processionale utilizzato dai canonici della Cattedrali di Aosta. E’ inoltre impreziosito da una raffinata passamaneria in oro e da un sostegno in legno dipinto che ne accrescono il valore storico e artistico.

Alla presentazione del manufatto interverranno il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi, il parroco di Sarre don Diego Cuaz, la presidente dell’associazione Sarre2Mila8 Cristina Deffeyes e le restauratrici Tiziana Assogna e Marta de Marchi, occupatesi rispettivamente del tessuto e della parte in legno.

Il manufatto sarà poi esposto nel museo permanente di arte sacra della Chiesa di Saint-Maurice, che l’associazione Sarre2Mila8 ha contribuito a realizzare e che oggi può essere visitato grazie alle visite guidate gratuite dei suoi volontari.

L’intervento di recupero del patrimonio di arte sacra locale proseguirà nei prossimi mesi con il restauro di un secondo paliotto appartenente alla Cappella di Bellun e di due stendardi provenienti rispettivamente dalla chiesa di Saint-Maurice e dalla Cappella di Thouraz. Al progetto hanno contribuito, oltre agli enti sostenitori, anche numerosi cittadini di Sarre, a testimonianza dell’attaccamento della comunità al proprio patrimonio storico, artistico e religioso.

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