Prima fila: “Gli abbracci spezzati”

Anche quando non ti rimane più nulla, anche se la tua vena creativa sembra essersi esaurita, i film bisogna finirli. Ecco il messaggio principale del film di Pedro Almodovar.
Cultura
GLI ABBRACCI SPEZZATI
E’ difficile trovare nel cinema popolare contemporaneo un autore così visceralmente, intimamente legato al  proprio mestiere come lo è Pedro Almodovar. Forse Woody Allen, nevroticamente dipendente dalla cadenza annuale delle sue produzioni.
Almodovar tuttavia non cerca, come fa invece Allen, di mantenere un “tono” creativo, come un atleta che si allena per non perdere la forma, quanto piuttosto di rinnovare ciclicamente l’intimità con quello sguardo – il nostro – dal quale trae origine la sua creatività. “I film bisogna finirli”, dice Matteo il protagonista de “Gli abbracci spezzati”, un regista cinematografico diventato cieco e confinato al ruolo di sceneggiatore dei film degli altri, con lo pseudonimo di Harry Caine. E’ questo, tra tutti, ,il messaggio più forte del film. Anche quando non ti rimane più nulla, anche se la tua vena creativa sembra essersi esaurita, i film bisogna finirli. Raccontando magari la storia di un regista che non riesce a finire il proprio. Chiudere il cerchio della creatività, sigillare un prodotto e offrirlo al pubblico è una spinta primaria in Almodovar, una necessità assoluta che non cessa di mettere in scena, proponendoci spesso personaggi che scrivono, dipingono, girano film, osservando la vita che scorre al loro fianco e proteggendosene al contempo.  
Ma “Gli abbracci spezzati” è anche la storia di un film nel film, quel “Chicas y Maletas”, ragazze e valigie, così simile, per quanto se ne può vedere, a “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”. In “Chicas y Maletas” e nel racconto dei fatti che precedono e seguono le sue tormentate riprese trova il suo ruolo più bello e complesso Penelope Cruz, prostituta per necessità che diventa segretaria e poi di nuovo mantenuta e poi attrice…insomma l’eroina perfetta di un melodramma che non lascia scampo né a lei né agli spettatori. 

Per saperne di più su Pedro Almodovar

“Almodovar: Exhibition”. Catalogo della mostra dedicata ad Almodovar dalla Cinématèque française, con testi, tra gli altri, di Antonio Tabucchi e Serge Toubiana. Uno sguardo dall’interno – dalla fotografia al cinema passando per la musica e la pittura – sull’officina creativa di un autore che non lascia niente al caso. Disponibile in volume éditions du Panama / Cahiers du Cinéma.

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