Prima Fila: “La prima linea”

Gli anni di piombo, a quasi quarant’anni di distanza, continuano a mietere vittime illustri nel mondo del cinema. Questo film, ben prodotto, non sfugge alla regola.
Buongiorno notte
Cultura

La prima linea 
Gli anni di piombo, a quasi quarant’anni di distanza, continuano a mietere vittime illustri nel mondo del cinema. Tranne rarissime eccezioni (come “Buongiorno  notte” di Marco Bellocchio), quasi non esiste film, per quanto ben fatto, che non si faccia carico del peso di  restituire alle vittime ciò che i terroristi hanno tolto loro e di infliggere al contempo ai terroristi quella pena morale rispetto alla quale si sono quasi sempre dimostrati impermeabili.  

“La prima linea” – un film ben prodotto (da Andrea Occhipinti e Jean-Pierre Dardenne), onestamente diretto (da Renato de Maria) e ben interpretato (da Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno) e che ha il pregio di raccontarci un filone specifico e poco conosciuto della violenza politica del nostro Paese – non sfugge alla regola. Non che proponga un approccio “equilibrista” al tema del suo racconto o che si porti dietro cascami ideologici difficili da digerire. Semplicemente, i talenti che lo firmano, associati in quest’impresa, danno un risultato inferiore alla somma dei singoli addendi, schiacciati da una struttura a flashback  che invece di dare respiro alla narrazione la trasforma in una sorta di lezione di scuola secondaria superiore, incentrata sulla dimensione storica, personale, culturale, sociologica di quegli anni. Ma forse anche i critici fanno fatica a considerare con occhi nuovi la ferita sempre  aperta della violenza politica in Italia.

Per saperne di più su Gli anni di piombo al cinema

“Buongiorno notte”. Capolavoro del 2003 di Marco Bellocchio, sul sequestro Moro. Da ricordare anche per la sequenza straordinaria nella quale Aldo Moro sogna di uscire, libero, con le sue gambe, dalla prigione del popolo nella quale è rinchiuso. Una liberazione. Non solo per lui, ma anche per generazioni di spettatori che aspettavano dal cinema un punto di vista diverso rispetto a quello di stampa e televisione.  

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