“Rinascimento privato”, “Entre glace et neige” e “Guido Diémoz”: ultime settimane di apertura

L'offerta espositiva estiva sta per lasciare il passo alle prossime mostre autunnali. Il 1° novembre chiude "Rinascimento privato", ultimi giorni per scoprire gli aspetti inconsueti del collezionismo degli Este e le 500 gemme in mostra.
Rinascimento privato - Due delle gemme in mostra
Cultura

C’è tempo fino al 1° novembre per vedere ancora al Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra “Rinascimento privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel” che presenta al pubblico una sequenza di capolavori dall’Antichità romana fino al pieno Rinascimento, per illustrare per la prima volta la ricchezza e la varietà di una delle più antiche raccolte principesche europee, quella di Casa d’Este. Tra le unicità dell’evento, al centro del programma espositivo dell’Assessorato regionale alla Cultura, figurano 500 gemme, mai presentate al pubblico prima, che costituiscono in mostra il nucleo centrale delle Antichità estensi. Nel percorso della mostra una trentina di altre opere: affreschi, dipinti, bronzi di piccolo formato, trionfi da tavola, una preziosa zuccheriera in lapislazzuli, testimoniano come le raffigurazioni e i simboli propri dell’Antichità confluiscano stupendamente nella cultura rinascimentale di cui si appropria il variegato gusto collezionistico di casa d’Este. L’esposizione, selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena e curata da Mario Scalini e Nicoletta Giordani, fa rivivere l’atmosfera culturale che permeò la Corte e la Dinastia dei Principi d’Este tra Ferrara e Modena. L’esposizione, attraverso una sintesi di quanto si è conservato attraverso quattro secoli di vendite e dispersioni, rievoca per il visitatore l’atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato all’otium del principe, nel quale erano conservati gli oggetti più rari e preziosi, simbolo delle ambizioni culturali del principe stesso.

Tra le altre mostre ancora visitabili in Valle “Entre glace et neige” al Centro Saint-Benin di Aosta fino al 26 novembre. La mostra di arte contemporanea indaga la relazione tra arte e natura, concentrandosi sugli elementi della neve e del ghiaccio. Creata appositamente per il Centro Saint Benin di Aosta e curata da Glorianda Cipolla e Laura Cherubini l’esposizione offre le opere di circa trenta artisti italiani e stranieri che con tecniche e mezzi espressivi diversi, quali pittura, fotografia, video, scultura e installazioni, testimoniano come l’arte contemporanea sia attenta agli elementi naturali e alla processualità delle materie. Sui fenomeni naturali che rappresentano gli stati solidi dell’acqua si sono confrontati artisti del calibro di Pierpaolo Calzolari, Anish Kapoor, Hamish Fulton, Andy Goldsworthy e Roni Horn, affiancati da artisti più giovani come Marc Quinn, Walter Niedermayr, Lucy+Jorge Orta e Loris Cecchini.

“Guido Diemoz”, alla Chiesa di San Lorenzo di Aosta fino al 24 ottobre offre invece uno sguardo sulla tradizione e sul savoi faire artigiano valdostano grazie ad uno dei suoi tanti volti, tra i più apprezzati viste le oltre 10mila visite alla mostra. Una trentina di sculture, di cui otto di grandi dimensioni, declinano uno dopo l’altro, momenti di vita agreste e pastorale. Nelle spalle curve e nei volti duri si ritrova in realtà il mondo contadino che Diémoz, scultore di doues, ha vissuto e che ripropone in questa veste, volutamente dura come le fatiche del mondo agreste che rappresenta senza idealizzazioni arcadiche.

“Les lieux du patois” nella sala espostiva Hotel del Etats ad Aosta declina invece un altro aspetto importante della cultura e tradizione valdostana: la ligua, il patois raccontato attraverso le immagini e i video del fotografo Andrea Alborno. Luoghi materiali e immateriali si alternano nelle immagini intimiste del fotografo che riesce a cogliere l’anima del momento vissuto. Storie di vita o semplici scatti testimoniano, accompagnati dalle voci degli intervistati, cosa si muove intorno al patois e con quali motivazioni. Memoria, amore, cultura, senso di appartenenza racchiudono invece alcune delle spinte emotive che continuano ad avvicinare al patois giovani e meno giovani. Ne emerge un breve viaggio emozionale in cui si riconosce nel patois l’espressione massima di un comune sentire.

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