Ripartono i corsi dell’Università della Terza Età

Dopo due anni di stop, la speranza è di tornare agli iscritti pre-covid, che si aggiravano intorno alle 620 persone.
università della terza età
Cultura

Iscrizioni al via all’Università della Terza Età della Valle d’Aosta che, dopo più di due anni, riapre i battenti a pieno regime proponendo una serie di corsi che spaziano dalla musica, alla medicina, passando per scienza, geografia, letteratura, arte e storia.

L’obiettivo che la direttrice Caterina Sergi si pone è un progetto di lifelong learning, cioè di istruzione che dura tutta la vita: l’offerta formativa è rivolta a persone dai 35 ai 90 anni che voglio riprendere gli studi o li stanno portando avanti da tempo.

Attraverso l’Università della Terza Età si vuole: ovviare all’analfabetismo di ritorno causato dal mancato esercizio quotidiano delle conoscenze o alla prolungata lontananza dal loro contesto di apprendimento, aiutare la socializzazione fornendo occasioni convivali in un ambiente incoraggiante e infine essere inclusivi, stimolando l’autostima e evitando marginalizzazione e solitudine.

I criteri per la scelta dei corsi sono studiati a tavolino per essere in linea con gli interessi degli allievi e allo stesso tempo stimolarne di nuovi: non per nulla le richieste si orientano tendenzialmente verso le carenze delle generazioni passate rispetto alle esigenze della società attuale, quali le lingue straniere e le nuove tecnologie.

L’offerta formativa propone così ad esempio lezioni di musica classica ma anche sulla canzone degli anni ’50 e ’70; il corso di scienze viene svolto in collaborazione con la CICAP, l’associazione fondata da Piero Angela per promuovere la diffusione di una mentalità scientifica e di spirito critico; le lezioni di storia contemporanea verteranno sull’Ucraina, dalla fondazione dell’Unione delle Repubbliche Sovietiche all’attuale guerra. Per quanto riguarda l’arte e la storia valdostana, il focus sarà sul castello di Issogne e Giorgio di Challand, mentre il corso di francese avrà un approccio dinamico attraverso una serie di giochi, canzoni e indovinelli in lingua.

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L’Università offre, inoltre, una serie di visite guidate e viaggi di istruzione di più giorni anche all’estero che, interrotti dal Covid, l’organizzazione spera di riprendere quest’anno. Sono state già programmate una decina di gite sul territorio a sfondo archeologico e naturalistico, sempre precedute da una conferenza esplicativa.

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Negli ultimi due anni le lezioni si sono fermate, vista l’impossibilità di svolgerle a distanza, per la scarsa conoscenza della tecnologia da parte degli allievi interessati. L’anno scorso i corsi hanno ripreso il normale andamento soltanto nei mesi di aprile e maggio, ma con numeri dimezzati dalla paura e dal poco preavviso. Quest’anno la direttrice spera di tornare agli iscritti del pre-covid, che si aggiravano intorno alle 620 persone, ma si saprà alla fine della settimana se i numeri risponderanno alle aspettative.

Sofia Zoppo Ronzero

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