Terra promessa: tra briganti e banditi uno spettacolo sui 150 anni dell’Unità

Lo spettacolo di Marco Baliani, Felice Cappa e Maria Maglietta ci riporta di fronte ad un’unità che si stava realizzando con le armi e ad una resistenza armata, una resistenza che era destinata a passare alla storia con il nome di brigantaggio.
Terra promessa
Cultura

Che l’unificazione d’Italia sia stato un processo difficile e doloroso che lasciò sulla strada numerose vittime, uomini e donne che si opposero con forza a un progetto politico che non potevano condividere, è cosa nota. Oggi, nel 150° anniversario dell’Unità, tra le tante iniziative a spettacoli che ripropongono al pubblico diverse suggestioni e riflessioni, c’è anche il teatro. Al Teatro Giacosa di Aosta è in scena il giovedì 3 novembre alle ore 21 “Terra promessa”, uno storia di briganti e banditi nell’ambito della Saison Culturelle. In particolare si tratta della vicenda del bandito Carmine Crocco è la storia emblematica di un’incomprensione, di una disfatta civile, di un’assenza di lungimiranza politica che ancora oggi incide pesantemente sulla storia del nostro Paese.

Lo spettacolo di Marco Baliani, Felice Cappa e Maria Maglietta ci riporta, in un’ora e mezza, di fronte ad un’unità che si stava realizzando con le armi e ad una resistenza armata, una resistenza che era destinata a passare alla storia con il nome di brigantaggio.
Le vite dei briganti diventano così sul palcoscenico il filo rosso attraverso cui rileggere e indagare la storia dell’Italia che, sul nascere, si nutrì dell’entusiasmo popolare suscitato dalle promesse garibaldine, ma che non riuscì poi a garantire diritti minimi per una vita dignitosa. “Per migliaia di contadini- si legge nella presentazione dello spettacolo – al termine di quei sanguinosi anni, restò, come scelta obbligata, divenire emigranti: uomini e donne del sud come del nord negli anni della nascita del nuovo stato italiano furono costretti a lasciare il Paese”.

La messa in scena vede due grandi schermi cinematografici dove vari personaggi si alternano alle parole di Marco Baliani, uno dei nostri più grandi narratori. “Il succedersi e il sovrapporsi di parole e immagini è un’operazione di scavo nella storia, che scopre verità scomode e lascia sul campo resti di un Paese non ricomposto, di una terra non riconciliata, dove ai perdenti di sempre non resta che l’ultima necessaria umiliazione: divenire stranieri a se stessi, perdendosi nelle innumerevoli figure di emigranti”.

Musiche Mirto Baliani, impianto scenico Valentina Tescari con la partecipazione in video di Salvo Arena, Aldo Ottobrino, Naike Anna Silipo e Michele Sinisi.

 

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