Visita guidata ad “Una stagione informale” capolavori della collezione Reverberi

Nell'ambito di Plaisirs de culture 2014” mercoledì 24 settembre 2014 alle ore 17 visita guidata alla mostra “Una stagione informale. Capolavori della Collezione Reverberi” attualmente in corso al MAR di Aosta. Gratuita e su prenotazione.
DORAZIO - Collezione Reverberi
Cultura

 

Il ventaglio di opportunità che il programma di “Plaisirs de culture 2014” porta con sé si sofferma mercoledì 24 settembre 2014 alle ore 17 sulla mostra “Una stagione informale. Capolavori della Collezione Reverberi” attualmente in corso al Museo Archeologico Regionale di Aosta. La visita guidata e gratuita ( per la quale è necessaria la prenotazione telefonica al n° 0165 275902) è organizzata dalla Struttura Attività Espositive dell’Assessorato Istruzione e cultura e offre la possibilità di comprendere e utilizzare alcune chiavi di lettura dell’esposizione che saranno fornite dalla dott.ssa Daria Jorioz. L’incontro si pone come un breve viaggio alla scoperta della pittura del secondo Novecento, con uno sguardo attento sulla pittura informale, un approccio che nega la “forma” intesa come fondamento della precedente cultura pittorica e che sarà possibile comprendere nelle opere di alcuni degli autori presenti in mostra, quali Burri, Vedova, Appel, Shiraga e Francis, testimonianza dell’arte del dopo guerra.

A primeggiare su tutto, in tali opere, è la materia, esaltata al di sopra di ogni altro elemento compositivo e i tradizionali materiali pittorici sono affiancati o sostituiti da plastica, juta, stoffa. L’artista esercita su di essi la sua azione, che si esplicita in un taglio, una bruciatura, uno strappo, o in quello sgocciolamento dei colori, il dripping, diventato celeberrimo con Jackson Pollock. Il gesto dell’artista reclama la propria centralità, sorretta da una pulsione psichica e fisica che viene trasferita nell’opera.
La collezione Reverberi consente di approfondire questi temi grazie all’ampia selezione di opere presentate dai curatori della mostra Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini.
 

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